Truffe agli anziani, la tattica del “falso incidente” colpisce ancora: ecco perché

Nello sconfinato e variegato mondo delle truffe agli anziani, ormai quella della “telefonata falsa” è diventato un modus operandi talmente abusato che coglie di sorpresa solo persone davvero indifese e sole: come le povere vittime truffate a Venezia negli ultimi giorni. La tattica è sempre la stessa: i malviventi agiscono in gruppo, spacciandosi per avvocati, appartenenti alla forze dell’ordine o agenti assicurativi, e facendo credere alla loro “prede” che i propri familiari sono rimasti coinvolti in gravi eventi, si fanno consegnare oro e danaro, saccheggiando il più possibile  beni e ricordi, e gettando nel panico gli anziani raggirati.

Truffe agli anziani, la falsa telefonata che getta nel panico e…

Come anticipato, a Venezia non è nuova come modalità, ma negli ultimi giorni, in particolare, si è registrata una sorta di recrudescenza del fenomeno e sono stati segnalati molti casi: tre solo nella giornata di ieri, nel corso dei quali persone anziane sono state prese di mira facendo leva sull’ apprensione che le coglie alla notizia che un proprio caro abbia appena subito un incidente stradale. Il modus operandi segue un copione dove a cambiare sono solo i dati dei protagonisti: le vittime vengono raggiunte sull’utenza di casa e dall’altra parte del telefono si presenta un fantomatico Maresciallo o un Avvocato. Poche parole per comunicare che una persona cara è nei guai a seguito del suo coinvolgimento in un incidente stradale, e che ci vogliono varie migliaia di euro per risolvere la questione. La telefonata prosegue con le indicazioni delle mosse successive a cui attenersi: nei minuti seguenti la telefonata, allora, passerà un incaricato dello studio legale, o un rappresentante delle forze dell’ordine, per ritirare la somma richiesta o, almeno, un anticipo il più cospicuo possibile. Ed è a questo punto che le persone più accorte chiamano i propri cari potendo verificare che nessun incidente li ha visti coinvolti, così come purtroppo capita anche che l’apprensione ed il desiderio di aiutare un congiunto non facciano nascere quel sano sospetto, inducendo le vittime della truffa a consegnarsi mani e piedi ai truffatori che, non a caso, contano proprio su questi sentimenti.

L’appello e le dritte della Questura

Proprio per le modalità messe in atto e la vulnerabilità dei destinatari della truffa, dunque, la questura di Venezia è tornata in queste ore una volta di più ad allertare le persone anziane ed i propri familiari a diffidare da simili telefonate. Non bisogna credere alle persone che, a qualunque titolo, chiedono denaro per risolvere i problemi di un proprio congiunto. Non esistono queste modalità di risoluzione dei problemi, e chi ne ricevesse richiesta è pregato di chiamare con urgenza il 113 o 112, comunicando il fatto e sottraendosi alle pressanti richieste dello sconosciuto interlocutore. Saranno poi le forze dell’ordine a verificare: basterà chiedere il numero di telefono del fantomatico studio legale o ufficio di polizia, con la promessa che saranno ricontattati. Nessuno, ricorda del resto la Questura, è tenuto a credere ad uno sconosciuto fidandosi solo della sua parola. Se è vero che un familiare è in pericolo a causa di un incidente stradale, o altro motivo, è opportuno chiedere ausilio alle Forze di Polizia che possono intervenire, verificare l’accaduto e dare ausilio dove è necessario.Sperando sempre che scaltrezza e diffidenza facciano il resto…