Trans ucciso all’Eur e omicidio di San Basilio: il killer sarebbe lo stesso. Fermato il sospetto

Trans ucciso all’Eur e omicidio di un marocchino a San Basilio: 2 delitti in 24 ore e forse una sola mano, quella di un 28enne romano evaso dai domiciliari. E allora, svolta nelle indagini: è stato arrestato per evasione – si era strappato il braccialetto elettronico e aveva lasciato gli arresti domiciliari – ora, però, è il sospettato numero uno di ben due omicidi: quello del marocchino ucciso a San Basilio, e quello del trans assassinato all’Eur…

Trans ucciso all’Eur e omicidio di San Basilio

Ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue – ed evidentemente molti indizi – il sospettato dei due delitti che sarebbero a una svolta: giovedì notte l’evaso fermato avrebbe ucciso la trans romena Laurentiu Ursaru nel parco delle Tre Fontane, all’Eur. E solo ventiquattro ore più tardi avrebbe colpito in un altro quartiere della capitale, assassinando anche un giovane marocchino che dormiva in un palazzo occupato, a Ponte Mammolo. Ma oltre alla scia di sangue, l’uomo avrebbe lasciato dietro di sè anche tracce importanti che avrebbero condotto gli investigatori della Squadra mobile fino a lui: un ventenne romano, evaso dagli arresti domiciliari e per ora arrestato solo per essersi allontanato dal domicilio coatto impostogli dalle autorità, ma che – ad ogni ora che passa – sarebbe ritenuto il responsabile dei due omicidi che hanno sconvolto Roma e i suoi abitanti. E così, oggi, risulta in stato di fermo l’uomo, portato ieri in Questura a Roma per essere interrogato sull’omicidio di un transessuale avvenuto all’Eur. Venerdì scorso la polizia era intervenuta vicino al Palazzo della Civiltà e della Concordia, perché era stato trovato il cadavere di un transessuale di origine romena, 27enne, adagiato sul prato all’interno del Parco Rosati. Da una prima ricostruzione dei fatti la vittima, tra l’una e le tre della notte precedente, era stata aggredita violentemente prima di essere colpita mortalmente al torace da una coltellata. L’analisi delle tracce rinvenute nel corso del sopralluogo ha portato ad orientare le indagini verso V.E., trentacinquenne romano con precedenti per tentato omicidio e per reati contro il patrimonio, il quale, dopo essere evaso nel pomeriggio di giovedì dagli arresti domiciliari che stava scontando presso un’abitazione di Ostia Antica, si era disfatto del braccialetto elettronico eludendo così il controllo e facendo perdere le proprie tracce.

Due delitti in 24 ore: una sola mano?

Le indagini condotte dalla squadra mobile, attraverso un articolata serie di attività tecnica e continui pattugliamenti nelle zone interessate dall’omicidio, hanno permesso di rintracciare nel pomeriggio di ieri sul Lungotevere dei Vallati l’evaso, conducendolo in Questura dove poi l’uomo è stato sottoposto agli interrogatori di rito. Al termine dei quali, il sospetto fermato per evasione e indicato ora come il presunto responsabile dei due omicidi della Capitale, è stato posto in stato di fermo con provvedimento emesso dal Pubblico Ministero di turno per i reati di evasione, rapina ed omicidio, per i quali è stato accompagnato alla casa circondariale di Regina Coeli. Nel frattempo, indagini e riscontri proseguono, indirizzati ad accertare le responsabilità dell’arrestato in merito anche al secondo omicidio, presumibilmente eseguito dalla stessa mano, e commesso con le stese modalità nei confronti di un altro cittadino straniero, avvenuto all’interno di uno stabile abbandonato in zona Tiburtina. Gli investigatori sono al lavoro, e il presunto responsabile in cella. Stavolta.