Trans, pusher, ubriachi: la Questura chiude il bar, incubo dei residenti

Era diventato l’incubo dei residenti, luogo di ritrovo di criminali e violenti, punto d’incontro di un’umanità varia e pericolosa a vario titolo, che in quell’esercizio commerciale faceva e improvvisava un po’ di tutto: e ora, con sollievo degli abitanti di via Casilina, la Questura chiude il bar, «il Kokus, ormai diventato l’incubo degli abitanti, costretti ad una difficile convivenza con soggetti pericolosi e privi di qualsivoglia regola di buon senso e di civiltà».

Pregiudicati, ubriachi e violenti: la Questura chiude il Kokus bar

Dunque, sigilli al bar, incubo dei residenti: «Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Torpignattara, diretti da Luca Cosimati, dopo una serie di accertamenti, hanno constatato che, in effetti, il bar era frequentato, negli ultimi tempi, da pregiudicati, transessuali e ubriachi», dettagli non trascurabili riportati anche in una nota emanata dalla Questura di Roma. «Caratterizzato, inoltre, da episodi di liti, spaccio di sostanze stupefacenti, e, soprattutto, frequentato nelle prime ore del mattino, da clientela prevalentemente proveniente dalla “movida”, che, già “alticcia”, continuava a consumare alcolici, generando così nei cittadini notevole preoccupazione – si legge nella nota –. Lo stesso locale, senza alcuna autorizzazione, veniva adibito anche a discoteca. Numerosi, nel tempo, gli interventi delle forze dell’ordine sia di notte che di giorno per risse e schiamazzi».

Solo 10 giorni fa un peruviano ha aggredito gli agenti

E allora, tra i tanti episodi criminali riconducibili al bar in questione, nella sua nota la Questura cita in particolare l’ultimo, verificatosi circa dieci giorni fa, quando un cittadino peruviano, per sottrarsi all’arresto, ha aggredito gli agenti della Polizia di Stato intervenuti sul posto, dando in escandescenze fino al punto di procurare delle lesioni ai poliziotti. Una violenza amplificata anche dall’alcool, tanto è vero che nella stessa circostanza del fermo dello straniero, è stata indagata anche la titolare del bar, all’indice per aver somministrato bevande alcoliche a persone «in stato di manifestata ubriachezza». E così si è arrivati ai sigilli di oggi, tanto è cero che, recita ancora la nota, «con il provvedimento del Questore, gli uomini del commissariato, hanno eseguito l’ordinanza di chiusura dell’attività commerciale per 15 giorni». E poi?