Tavecchio accusato di molestie sessuali da una dirigente: “Ho le prove”

Momentaccio per il neodimissionario Carlo Tavecchio,. La bufera mediatica a seguito della débacle della nostra Nazonale impallidisce di fronte alle accuse di molestie sessuali. Lo leggiamo sul Corriere della Sera, che riporta la denuncia di una drigente della Fgic: «Ero entrata nel suo ufficio per parlare di calcio, di lavoro. Lui mi ha fatto entrare, mi ha fatta sedere alla sua scrivania, nella sede della Figc, a Roma. Non ho fatto nemmeno in tempo a dire “Presidente, come sta?” che lui, guardandomi dritta negli occhi, mi ha risposto: “Ti trovo in forma, si vede che scopi tanto”. E poi: “Fammi toccare le tette, vieni, dai”. Ero in imbarazzo. Ho provato a dirgli di smettere. Lui per tutta risposta ha chiuso le tende dello studio, per non correre il rischio di essere visto. L’ho respinto, sono riuscita a divincolarmi. Ed è solo un episodio. Gliene potrei raccontare molti altri. Le molestie che sono stata costretta a subire da Carlo Tavecchio sono accadute in tempi recenti». Non siamo ad Hollywood, non siamo su un set cinematografico, siamo nello studio dell’ex numero uno della Federazione Italiana Gioco Calcio, che evidentemente – se la conessine verrà corroborata da prove- pensava ad altro più che gl Azzurri.

Tavecchio, accuse pesanti: prove audio e video

Brutta, bruttissima storia. Il racconto della dirigente sportiva, una professionista, una donna, più volte molestata, secondo il suo racconto, è ora impaurita, dice al Corriere. E per questo chiede di rimanere anonima. «E non è più pensabile che una donna che vuole lavorare, che vuole parlare di calcio, sia costretta a subire violenze di questo tipo — continua —. Molte ragazze in passato hanno provato a denunciare, a raccontare. Ma senza prove non vengono credute. Io invece quelle prove ce le ho, audio e video, e  le ho consegnate al mio avvocato, dandogli il mandato di presentare denuncia alla Procura della Repubblica». «Come sappiamo una violenza sessuale deve essere denunciata entro sei mesi per essere perseguibile», spiega al Corriere il legale Michele Cianci. «Ma qui possiamo ipotizzare diversi tipi di reato. Nelle registrazioni ci sono palpeggiamenti, tentativi di bacio, sempre elegantemente respinti dalla mia assistita».

La decisione di denunciare

L’idea di passare dal silenzio ai fatti sarebbe venuto alla donna quando ha saputo che l’intenzione di Tavecchio sarebbe stata quella di riciclarsi in un’altra posizione, magari con i Dilettanti: «Non ho più avuto dubbi che fosse arrivato il momento di parlare», spiega ancora la dirigente. Poi si ferma. Respira forte nella cornetta. «Questo palazzo, il palazzo della Figc, va rifondato e ricostruito partendo dalle fondamenta. Bisogna azzerare il sessismo che c’è qui dentro. E spero che la mia testimonianza possa servire ad altre donne che hanno subito violenze di questo tipo a farsi avanti. Bisogna trovare il coraggio e parlare».