I tassisti minacciano nuove proteste, ma il governo alza la voce

mercoledì 22 novembre 11:30 - DI Milena De Sanctis

Lo scontro tra tassisti e governo non è finito. Dopo lo sciopero di ieri in tutta Italia e le tensioni a Roma, le auto bianche minacciano nuove proteste. Contestano la proposta del governo di riforma della legge quadro: «Da troppi anni la nostra categoria è perseguitata. Siamo di fronte a un insopportabile abusivismo che si sta trasformando in un vero e proprio caporalato digitale», sostengono i sindacati.

Tassisti in guerra contro Uber e Ncc

Ieri al presidio a Porta Pia, davanti al ministero, i tassisti sono arrivati da tutte le regioni: hanno bloccato il traffico e non sono mancati i momenti di tensione con lancio di fumogeni e petardi. La guerra è contro Uber e gli Ncc, ovvero le auto a noleggio con conducente.  Ma il governo alza la voce. «Il mondo è cambiato. Abbiamo già adottato un decreto contro l’abusivismo. Quello che ci viene chiesto è che vengano messe fuori legge le piattaforme tecnologiche. Non è possibile», ribatte il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, mentre il ministro Graziano Delrio fa melina e garantisce «ascolto e attenzione».

Gasparri: «Il governo mortifica i lavoratori»

«Anche con i taxi, come per altre categorie, – commenta Maurizio Gasparri – il governo e il ministro Calenda continuano a fare la voce forte mortificando i lavoratori. Dopo ambulanti e balneari, il governo ignora le richieste della categoria per aprire il mercato ai grandi colossi e penalizzare ulteriormente i piccoli lavoratori».  Per il vicepresidente del Senato: «Lo sciopero è solo la legittima protesta di una categoria che da anni chiede regole chiare e condivise e che invece vede il governo aprire a dinamiche che rischiano di deregolamentare il servizio pubblico non di linea penalizzando esclusivamente i tassisti. Come sempre – prosegue – sostengo le ragioni della categoria ritenendo che le innovazioni tecnologiche sono necessarie per permettere un servizio di mobilità moderno e adeguato ai tempi e alle esigenze degli utenti, ma questo non deve necessariamente aprire il mercato a favore delle grandi multinazionali. Il governo torni indietro e riapra un tavolo di confronto con i tassisti per trovare una soluzione a vantaggio di operatori e utenti».

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