Tari, sarà stangata: la tassa salirà alle stelle, i comuni sono liberi di aumentarla

Tari, la minaccia. Allacciare le cinture. Le cattive notizie non mancano mai e nel disegno di legge di bilancio 2018, infatti, tra una frase sibillina e l’altra, tra un termine gergale e un’altro, si nasconde una stangata. La frase è questa: «Liberamente manovrabile», frase riportata dal Sole 24 Ore. Il riferimento è alla Tari, una delle tasse più odiose che gravano su commercianti e cittadini. Ebbene, il testo recita così: «La sospensione di cui al primo periodo non si applica alla tassa sui rifiuti di cui all’articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147». Semplice, no?

Libertà ai comuni

Non proprio. Fuor dai tecnicismi vuol dire pessime notizie per i contribuenti italiani. “Il governo ha disposto da un lato la proroga per l’esenzione delle tasse Imu/Tasi per tutti gli immobili inagibili colpiti dai recenti terremoti, ma dall’altro tutti gli altri italiani dovranno farsi carico di una potenziale minaccia. Nel Ddl bilancio è stato esteso al 2018 il blocco dei tributi comunali, eccetto la famigerata Tari, rimasta liberamente manovrabile, come riporta il Sole 24 Ore. Una frase minacciosa che indica la libertà concessa ai Comuni, i quali avrannol a facoltà di aumentate tasse come il Casap, nella quale gli enti comunali contribuiscono con la Tosap, ma non il tributo sul canone di autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari, rimasto sotto vincolo del blocco.

Tari, salasso per le famiglie numerose

In sostanza, spiega bene il Giornale, “se da un lato il testo dispone l’estensione al 2018 del blocco dei tributi comunali, dall’altro lato si specifica l’espressa eccezione della Tari appunto, che non ha alcun vincolo. Difficile pensare che i Comuni per far cassa non decidano di sfruttare l’occasione. Gli italiani sono avvisati dunque: dal 2018 gli aumenti dell’imposta sono altamente probabili». Non solo, ma alcune categorie saranno iù svantaggiate. “Nello schema legislativo, – leggiamo – non è più prevista la deroga sui coefficienti di produttività dei rifiuti e ciò comporterà una diversa determinazione delle tariffe col rischio di rincari imprevisti per alcune categorie di attività economiche e famiglie oltre che di potenziali scoperture sul bilancio di previsione dei Comuni. Ancora una volta a rischiare il salasso più grande saranno le famiglie più numerose e i commercianti, in particolare coloro che producono maggiori quantità di immondizia come ristoranti, pizzerie, fiorai, fruttivendoli, pescherie e via dicendo. Insomma, chi intraprende deve essere punito: lo schema è ben noto.

I comuni ne stanno già approfittando

Ancora. Apprendiamo dal Sole 24 ore che la stessa libertà di manovra concessa ai Comuni per la Tari varrà anche per il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, Non solo anche sull’imposta di soggiorno potrebbero arrivare dei rincari dal momento che non c’è una disposizione contraria all’articolo 4 del Dl 50/2017 che prevede che «a decorrere dal 2017» i comuni possano istituire il tributo o deliberare aumenti delle relative tariffe. C’è chi non se l’è fatto ripetere due volte. Una settimana fa, la giunta di Firenze ha dato il via libera agli incrementi di 50 centesimi per gli alberghi fino a tre stelle; di 30 centesimi per quelli a quattro e di 1,50 euro per Airbnb e case vacanza. L’entrata in vigore della norma è programmata per gennaio. L’inizio del 2018, appunto. Gli italiani sono avvisati.