Stupro di Roma, esplode la protesta: striscione contro l’avvocato dei rom

“Avvocato, gli uomini di m***a non si difendono”. Lo stupro di Roma delle due minorenni aggirate su Fb e brutalmente violentate dai due rom di via Salone a Roma è di quelli e lascano il segno nel tessuto cittadino. Per questo lo striscione esibito davanti allo studio legale dell’avvocato Emanuele Fierimonte, il difensore di Maikon Halilovic, è esplicito e rabbioso. Comprensibile. Si tratta del legale del  giovane rom, ora detenuto nel carcere di Regina Coeli, accusato di complicità.  Avrebbe fatto da palo mentre Alessio il Sinto  violentava le sue vittime. Il penalista dovrebe rimettere il mandato, è indifendibile uno così, secondo il contenuto dello striscione.

Stupro di Roma, monta la rabbia contro i due rom

Nessun passo indietro da parte del legale, che, anzi, rilancia, e -secondo quanto ricostruito dal Giornale –  pare stia valutando un’eventuale segnalazione all’autorità giudiziaria. “A rispondere del gesto – si legge – potrebbero esser chiamati gli attivisti di Azione Frontale, formazione di estrema destra che ha rivendicato l’azione dal suo profilo Facebook. “Nessuna difesa per chi stupra”, si legge nella nota che annuncia “il blitz sotto la sede dell’avvocato di quegli infami rom che hanno violentato le ragazzine rubandogli per sempre una parte della loro anima”. “Questi uomini di m***a – proseguono quelli di Azione Frontale snocciolando il concetto – non vanno difesi, devono essere lasciati a marcire in galera senza possibilità di proferire nessuna parola”. Questo è l’umore delle persone che da tempo convivono con situazioni ben oltre ai limiti della legalità. Il che non significa che i due rom non abbiano i diritti alla difesa, che non si negano a nessuno. Ma finché non si capirà quale sia il livello di esasperazione delle persone violate, non si farà alcun passo avanti per normalizzare delle zone di Roma che sono – con buona pace del ministro Minnitti- terra di nessuno. Questo striscione non è piaciuto agli avvocari. Di “attentato gravissimo” ha parlato Cesare Placanica, il presidente della Camera Penale di Roma, al quale ha fatto eco una nota dell’organismo stesso che esorta “una presa di posizione del Ministro, delle forze politiche e delle associazioni di avvocati e giornalisti”.