Stragi di Parigi, 2 anni dopo è ancora dolore e morte: suicida sopravvissuto del Bataclan

«Cari amici, è con grande tristezza che apprendiamo della morte di Guglielmo Valletta. I nostri pensieri e l’espressione della nostra profonda simpatia vanno alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi cari. Guillaume aveva 31 anni, ed era presente al Bataclan durante l’attacco terroristico». Poche parole che in un istante rimandano alla tragedia di quel maledetto 13 novembre di due anni fa, un orrore che non ha dato scampo neppure a distanza: tanto che oggi apprendiamo che un sopravvissuto del Bataclan, scampato a quella mattanza, è morto suicida 48 ore fa…

Suicida uno dei sopravvissuti del Bataclan

Contrariamente a quanto sostenuto in un primo momento – e dunque rettificato dai familiari del 31enne appena scomparso, che hanno tenuto a precisare su Facebook che la notizia del «rifiuto» del loro congiunto ad essere assistito dal sostegno riguardava più le associazioni e la famiglia (senza dubbio per proteggerla)» – Guillaume era seguito da uno psichiatra e da uno psicologo: ciò non gli ha comunque impedito di porre fine ai suoi giorni nella notte tra sabato e domenica. A ufficializzare la notizia dell’addio al superstite dell’attentato terroristico al Bataclan è stata la pagina Facebook dell’associazione che riunisce i superstiti degli attentati parigini del 13 novembre 2015, Fraternité et Vérité, la quale, nell’esprimere «profondo cordoglio e condoglianze alla famiglia, agli amici, e ai suoi cari», ha sottolineato comunque come «il trauma psicologico subito in questi attacchi» sia «profondo» ma, «sostenibile» se «considerato e curato».

Una ferita che continua a sanguinare…

Ora, disquisire sul se e sul quanto il 31enne Guillaume si sia fatto aiutare oppure no; sul se e sul quanto lo squarcio nella sua anima fosse profondo e impossibile – o meno – da rimarginare, appare francamente inutile oltre che anacronistico: della tragica eredità lasciata dal giovane suicida – che può a pieno titolo essere annoverato tra le vittime di quella mattanza del Bataclan, l’ennesima – resta e va tentuta in considerazione, soprattutto in queste ore in cui si rinnovano strazio e sgomento, la testimonianza di come quella ferita inferta a colpi di mitra e di cinture esplosive nelle nostre coscienze, che ha dilaniato l’animo di chi l’ha patita in prima persona, sia una cicatrice che continua a sanguinare. Un dolore che alimenta altro dolore, in grado di suscitare ancora disperazione e morte…