Spagna, in carcere 7 membri del governo catalano: pericolo di fuga

Si trovano già in carcere i sette membri del deposto governo catalano per i quali la Procura spagnola aveva chiesto l’arresto. La giudice della Audiencia Nacional, Carmen Lamela, ha accolto la richiesta per eliminare il “pericolo di fuga”. Il provvedimento ha riguardato l’ex vicepresidente Oriol Junqueras, Jordi Turull, Josep Rull, Carles Mundò , Raul Romeva e Joaquim Forn. Per loro si sono aperte le porte del carcere Estremera di Madrid, mentre le due donne, Meritxell Borras e Dolors Bassa, sono detenute nella prigione femminile di Alcalà, non lontano dalla capitale spagnola. Non è detto intanto che la giustizia belga dia il via libera all’eventuale richiesta spagnola di estradizione di Carles Puigdemont. Secondo il penalista belga Denis Bosquet, citato dal quotidiano La libre Belgique, perché l’estradizione sia concessa bisogna che il diritto belga riconosca il reato di cui è accusato l’imputato. Ma è difficile trovare nel codice penale belga l’equivalente delle accuse di sedizione e ribellione contestate al deposto presidente della Generalitat catalana, nè tali accuse compaiono nell’articolo 5 della legge in cui vengono elencati i 32 reati che permettono la richiesta di un mandato d’arresto europeo. “Tutto dipenderà dal modo in cui la giustizia spagnola qualificherà il mandato d’arresto europeo”, spiega Bosquet. Inoltre, viene ricordato, un giudice belga può respingere un mandato d’arresto europeo se vi è il rischio che la sua decisione possa minare i diritti fondamentali, fra cui quello ad un giusto processo. Il giornale sottolinea come la presenza di Puigdemont imbarazzi il governo belga di Charles Michel, il quale non intende intervenire in alcun modo nella procedura giudiziaria. Tuttavia, se la giustizia belga negherà l’estradizione, vi saranno “immancabili ripercussioni diplomatiche”.