Sinistra, Fassino ci prova ancora. E si becca un altro no da Mdp

Incurante dei veti e dei distinguo, Piero Fassino continua a interpretare il suo ruolo di “pontiere” fra il Pd e le forze alla sua sinistra. Ritrovandosi però nuovamente con una porta sbattuta in faccia. «Anche con il nuovo progetto Mdp e i suoi partner si collocano in un ambito di centrosinistra. Se esiste la volontà, una alleanza larga di centrosinistra si può fare comunque», ha detto Fassino, all’indomani dell’assemblea di Mdp, che, a suo avviso, «ha semplicemente deciso di dare vita a un processo di fusione con SI e Possibile per far nascere una nuova forza di centrosinistra».

Fassino prova ancora a convincere la sinistra

Dunque, il progetto della sinistra a sinistra del Pd non sarebbe alternativo all’alleanza con i democratici e anzi «non contraddice l’ipotesi e la speranza di una larga alleanza di centrosinistra», ha aggiunto Fassino in una intervista al Corriere della Sera, in cui ha ricordato le esperienze dell’Unione e dell’Ulivo. «Costruiamo una “nuova stagione del centrosinistra” guardando avanti e non indietro. In questi giorni ho più volte usato questa formula, che ha un significato preciso», ha proseguito l’esponente Pd, aggiungendo che «nuova stagione non significa abiura di quel che si è fatto fin qui. Ma è chiaro che con questa legislatura si chiude un ciclo. E se ne apre un altro diverso». Insomma, da Fassino arriva un appello che suona un po’ come “scordiamoci il passato, siamo di sinistra paisà”.

Mdp: «Costruiamo la nostra proposta elettorale»

Ma “sole, mare e una canzone pe’ cantà”, per parafrasare ancora il celebre motivo napoletano, non sembrano affatto bastare a Mdp. Dopo lo stop già arrivato da Pierluigi Bersani, a ribadire la linea dura degli ex Pd è stato Enrico Rossi, che si è affidato a un editoriale di Paolo Mieli, sempre sul Corriere della Sera, per chiarire la posizione del partito. «Non avrebbe senso, dice Mieli, e non sarebbe credibile una foto dove stanno insieme Bersani e Renzi, Pd e Sinistra, uniti nella stessa coalizione», ha sottolineato Rossi in un post su Facebook, aggiungendo che «non è vero che uniti si vince, poiché i voti che può prendere la sinistra non sono automaticamente sommabili a quelli del Pd e, in caso di coalizione, finirebbero in gran parte per disperdersi». «Insomma, gli elettori stessi non apprezzerebbero», secondo il presidente della Regione Toscana e fondatore di Mdp, per il quale il suo partito deve invece «seguire il consiglio di Mieli, e costruire la nostra proposta elettorale di sinistra, rispettando le scelte che faranno altri di stare nel Pd o di entrare in un’alleanza con quel partito con una lista diversa». «Analogamente – ha concluso Rossi – anche noi vogliamo rispetto e chiediamo di smetterla con appelli inconcludenti o peggio ancora ipocriti».