Sicilia, Cascio (FI) assolto in appello: mi hanno tolto due anni di vita

L’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio, ex Ap e oggi tornato in Forza Italia, è stato assolto in appello dall’accusa di corruzione. Per l’altro capo di imputazione è scattata la prescrizione. La Corte d’appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, ha ribaltato questa sera la sentenza di condanna a due anni e otto mesi di primo grado. In aula, al momento della sentenza, oltre a Cascio anche la moglie e il figlio, che si sono abbracciati. Secondo l’accusa, dal 2001 al 2005, quando Cascio era assessore al Turismo della Regione, avrebbe favorito degli imprenditori, i Lapis, su alcune procedure burocratiche per ottenere dei finanziamenti europei per la realizzazione di un Golf Club a Collesano, nel palermitano. Un finanziamento di circa 6 milioni di euro. Oggi l’assoluzione e la prescrizione, dopo la condanna di primo grado. Cascio è stato assolto per il capo di imputazione relativo alla delibera con la quale nel 2005 avrebbe fatto ottenere il finanziamento ai Lapis, mentre è stato prescritto il capo di imputazione relativo ad una vecchia circolare del 2001. Due anni fa Cascio, dopo la condanna di primo grado, aveva dovuto l’asciare l’Ars come prevede la legge Severino.

“Finalmente c’è un giudice a Berlino… – ha commentato Cascio – Mi hanno tolto due anni di vita, con l’assoluzione spero di avere recuperato almeno una parte di dignità che mi è stata tolta con la condanna di primo grado. Sono uscito da sotto un treno”.  Cascio, difeso dagli avvocati Nino Caleca ed Enrico Sanseverino, ricorda con particolare emozione il momento in cui, dopo la condanna di primo grado, era stato costretto a lasciare l’Assemblea regionale siciliana. “Mi ha fatto malissimo uscire da quel palazzo dove avevo svolto il mio compito con dignità – spiega ancora – Sono stato cacciato via dall’Ars per una condanna ingiusta. Questa è stata la cosa più difficile in assoluto da sopportare”.