«Sì allo ius soli». Dai centri sociali bombe carta e guerriglia a Milano

sabato 18 novembre 11:53 - di Fortunata Cerri

Lo ius soli diventa il leit motiv della nuova guerra dei centri sociali. Vetrine e consolati imbrattati, bombe carta e fumogeni, negozi occupati, un blitz fallito in stazione Centrale di Milano. Ci sono stati momenti di tensione tra i circa 500 ragazzi della Rete dei collettivi che sono scesi in piazza per manifestare a favore dello ius soli e per i diritti di cittadinanza e contro l’alternanza scuola-lavoro. Al grido di «Chi non salta un fascista è» e «Lo studente paura non ne ha» il corteo ha attraversato il centro, lasciando dietro di sè una scia di vandalismi.

I centri sociali sfasciano le vetrine dei megastore

Come ricostruisce il Giornale, sono stati colpiti indifferentemente le Poste, McDonald’s i negozi delle grandi catene di abbigliamento Zara e Benetton. Imbrattate in un colpo solo con vernice rossa e uova le vetrine dei megastore, il portone dell’Inps di piazza Missori e il portone d’ingresso del consolato della Libia. La situazione è degenerata davanti alla Prefettura, dove alcuni ragazzi con il volto coperto e tute bianche e rosse hanno lanciato dei water verso la polizia. Gli agenti avevano sistemato un blindato di traverso per bloccare la strada. Il corteo si è spostato in stazione Centrale, dove i ragazzi sono stati respinti dalle forze dell’ordine. «Nelle nostre classi ci sono moltissimi studenti migranti o nati in Italia da genitori migranti: non accetteremo di essere divisi tra ragazze e ragazzi di serie A e di serie B – scrive la Rete degli studenti nel comunicato – Lungo il percorso abbiamo sanzionato diversi luoghi simbolici del razzismo di stato, delle deportazioni, della negazione della cittadinanza ai migranti e ai loro figli e dello sfruttamento di un’alternanza che non guarda in faccia a nessuno». E poi la minaccia: «Ritorneremo in piazza il 12 e il 16 dicembre in occasione degli Stati generali dell’alternanza scuola lavoro».

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