Schiaffo Ue al governo italiano: la sede dell’Ema sarà Amsterdam, non Milano

Ennesima figuraccia del governo italiano, che non ha saputo sostenere adeguatamente la candidatura di Milano a sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Dopo tre votazioni, infatti, malgrado Milano fosse stata sempre in vantaggio, la città designata per ospitare l’agenzia, che non poteva più rimanere a Londra dopo la Brexit, è stata Amsterdam. Al termine del secondo round delle votazioni, infatti, Milano e Amsterdam erano andate al terzo turno. Il capoluogo lombardo ha ottenuto 12 voti, Amsterdam nove. Nel terzo turno vinceva chi prendeva  più suffragi, ma alla fine c’è stato un sorteggio, una monetina che ha deciso i destini di tremila posto di lavoro. “Con il nostro impegno Milano supera il primo round di votazioni per l’Ema. Lavoriamo, con grande fiducia, per il secondo turno”, aveva malauguratamente commentato Beatrice Lorenzin, ministra della Salute. E a questo punto, con un governo così inadeguato, crollano anche le speranze di quanti speravano che MIlano evrebbe preso il posto della city di Londra dopo la Brexit. Mai governo si è dimostrato più inetto. Appaiono profetiche le parole del leader della Lega Nord, che prima del ballottaggio aveva detto: “Se l’Europa non riconoscerà a Milano, città che si distingue ovunque per merito e sviluppo, la sede dell’Ema sarà solo l’ennesima prova che Bruxelles esiste solo quando deve chiederci soldi o mandarci immigrati. Ci auguriamo che vada tutto bene, l’Ema significa non solo prestigio ma anche 2 miliardi di indotto e 3.000 posti di lavoro. L’eventuale bocciatura Milano ci costringerebbe a riconsiderare il costo che l’appartenenza all’Europa significa per il nostro Paese”. Così il segretario della Lega,.