Respinta la risoluzione di FdI che chiedeva il rimborso dei biglietti

Non ci sarà alcun ulteriore confronto in Conferenza Stato-Regioni per la vicenda dei prezzi impropri degli abbonamenti sovra regionali; la risoluzione di Tommaso Foti (Fdi-An) è stata respinta oggi in commissione Territorio, ambiente e mobilità con il voto contrario del Pd, l’astensione di Misto-Mdp e Si e il voto favorevole di Fdi-An, Ln e M5s. Il consigliere piacentino aveva chiesto di rimborsare o prevedere compensazioni per tutti quegli utenti di Trenitalia che, a partire dal 2012, per un algoritmo sbagliato, avevano pagato di più il loro abbonamento. I casi sarebbero circa 8mila su tutto il territorio nazionale, più o meno 400 in ogni regione. “Il problema è che è esteso su tutto il territorio nazionale,” fa notare la consigliera Katia Tarasconi (Pd), “il sistema di calcolo errato ha fatto sì che in alcune regioni il prezzo dell’abbonamento salisse mentre in altre scendesse”, sarebbe difficile fare una stima. Da ottobre 2017 il meccanismo è tornato a funzionare e le tariffe sono state sistemate. E per i rimborsi, assicura la dem, una soluzione è stata trovata in Conferenza Stato-Regioni lo scorso mese: “chi ha pagato di più nel 2017, verrà rimborsato della differenza con l’abbonamento del 2018”. Non è invece percorribile l’ipotesi di compensazione con gli anni passati. Su questo punto anche la Lega Nord non ci sta. “Capiamo che si tratti di una questione delicata,” ribatte Matteo Rancan (Ln), “ma un segnale ai pendolari deve essere dato”. “Leggo sul sito di Trenitalia che è previsto un rimborso per chi acquisterà un nuovo abbonamento” incalza Marco Pettazzoni (Ln) “ma il pregresso?”. “Apprezziamo il lavoro fatto dal Partito democratico per ottenere questo risultato, ma per noi le esigenze dei pendolari rimangono prioritarie” dichiara Yuri Torri (Si). “Anche per noi sono importanti” ammette Tarasconi che insiste sulle difficoltà, anche oggettive, nel ripagare i pregressi. Continua a parlare di “ingiustizia” Tommaso Foti. “Non è così che dovrebbe funzionare il rapporto Stato-cittadini,” dichiara in replica a Tarasconi, “se Trenitalia fosse stato un privato avrebbe dovuto rimborsare, l’errore è suo, non degli utenti che ora verranno ripagati solo per due mesi in 5 anni” rimarca, sottolineando inoltre che chi non vuole più fare l’abbonamento avrà perso del tutto ogni tipo di rimborso.