“Repubblica” si arrende: «Berlusconi è personaggio centrale e necessario»

“Ritorna Berlusconi, l’alleato necessario”: con questo titolo su Repubblica firmato in prima pagina da Ilvo Diamanti, Silvio Berlusconi appare in tutta la sua centralità nella dalettica politica italiana. Anzi, l’elogio del sociologo ed editorialista  starebbe a dimostrare che le virtù politiche del Cavaliere non siano mai state così evidenti come in questo momento. Ilvo Diamanti, analizzando le ultime mosse di Berlusconi e incrociandole con  i numeri delle performance di Forza Italia e personali del suo leader rispetto ai risultati dei sondaggi, arriva a questa conclusione: «Berlusconi si è imposto come tessitore politico proprio mentre lui, “personalmente”, ma soprattutto il suo partito “personale” appaiono deboli. Il paradosso è che Forza Italia oggi è dato dai sondaggi di Ipsos al 14%, appena 2 punti in più di un anno fa, ben 3 in meno rispetto alle Europee del 2014 e 7 rispetto alle Politiche del 2013, senza dimenticare il 35-37% del Pdl nel lontano 2009. In più la fiducia degli italiani nel Cav è al 30%, leggermente risalita dopo la caduta nel 2011”», leggiamo nell’articolo.

Berlusconi oltre Berlusconi

Berlusconi oltre Berlusconi. In questa analisi il leader di FI non sarebbe più solo e soltanto “la bandiera” di una parte, ma un alleato più che necessario sia per gli altri partiti del centrodestra, sia per il Pd, al momento non in grado di esprimere una maggioranza autosufficiente per portare avanti le riforme istituzionali e quelle economiche, per “rimanere in Europa”. Ilvo Diamanti riconosce a Berlusconi la regia del successo in Sicilia, proponendosi nella sua dote primaria, quelle di “federatore”, come unico in grado di tenere insieme anime conflittuali tra loro, ma che in lui vedono una sintesi  affidabile e credibile. I dati di Ipsos riportati su Repubblica riconoscono al Cav che almeno due terzi dell’elettorato di centrodestra ha piena fiducia in lui. Convince anche la maggioranza di quelli che si dicono chiaramente di “destra” e raccoglie consensi predominanti anche nell’area di centro. L’anti-berlusconismo,  secondo questa analisi di Repubblica, sembra  morto e sepolto, un lontano ricordo, un’ossessione sanata: si legge nel ragionamento dell’editorialista che negli ultimi anni la fiducia verso l’ex premier è cresciuta non solo al centro ma anche tra gli elettori di sinistra.