Pyongyang, ancora attacchi a Trump: per la stampa di regime è “un vecchio pazzo”

Pyongyang, ancora attacchi a Trump: la stampa di regime rincara la dose, e nella scia di improperi e colpi bassi sparati a profusione contro Trump – e inferti contro ossequi agli obblighi e al lustro dovuti alla diplomazia internazionale – in un commento pubblicato sul Rodong Sinmun – organo di stampa del Partito dei lavoratori – compaiono nero su bianco le ultime invettive indirizzate contro il presidente americano, reduce dal discorso tenuto di fronte all’Assemblea nazionale della Corea del Sud durante la sua recente visita in Asia.

Pyongyang, ancora attacchi a Trump dalla stampa di regime

«Un vecchio pazzo, squallido imbroglione e scarto umano»: questi le non proprio perifrastiche “critiche di regime” rivolte dalla Corea del Nord contro l’inquilino della Casa Bianca. Solo qualche giorno fa, del resto, sempre a Trump – e sempre con un editoriale del Rodong Sinmun – era stato detto che girava per l’Asia «come un lupo affamato» che vuole arricchire l’industria della difesa «spremendo le casse dei suoi alleati subordinati». Una risposta a dir poco ad effetto in replica – secondo le autorità nordcoreane – alle dichiarazioni rilasciate dal presidente Usa durante il viaggio di 12 giorni in Asia, considerate da Pyongyang «una dichiarazione di guerra aperta», affidata a quelli che uno dei tanti minacciosi e offensivi editoriali definiva «i latrati di un cane rabbioso che non spaventeranno mai i nordcoreani». Come noto, nel suo discorso a Seul, Trump si era rivolto a Kim Jong-un, denunciando come la sua Corea del Nord non fosse «il paradiso che il nonno aveva previsto»: da qui la dura reazione di Pyongyang. Trump «ha osato colpire malevolmente la dignità della suprema leadership» del paese, ha tuonato il Rodong Sinmun. E giù di “contumelie” che di dignitoso hanno davvero poco…

Il soldato che ha disertato esce dal coma

Restano sempre gravissime le condizioni del soldato nordcoreano che la scorsa settimana è fuggito attraverso la zona demilitarizzata, colpito da cinque o sei proiettili mentre passava il 38esimo parallelo. Il giovane militare è uscito dal coma e respira autonomamente, rende noto il quotidiano sudcoreano Dong-A Ilbo, ma le sue condizioni non sono tuttavia buone: ha la polmonite, l’epatite B, e una setticemia associata alle massicce trasfusioni che ha dovuto ricevere dopo essere stato ricoverato all’Ajou University Medical Center. Il ventenne, che nei giorni scorsi ha anche subito due diversi interventi chirurgici, ha aperto gli occhi e risposto alle domande, ha chiesto ai medici se si trovasse in Corea del sud e quindi di poter ascoltare musica pop sudcoreana. A complicare il suo recupero i parassiti ritrovati nel suo addome (alcuni dei quali di 28 centimetri). L’unico elemento positivo è la sua risposta agli antibiotici, con cui evidentemente non era mai stato curato.