Puigdemont non si presenta dai giudici: chiesto il mandato d’arresto europeo

E alla fine si è arrivati a questo: la procura spagnola ha chiesto al giudice Carmen Lamela di spiccare un mandato di arresto europeo nei confronti del presidente destituito della Catalogna Carles Puigdemont e degli altri consiglieri Antoni Comín, Meritxell Serret, Lluís Puig e Clara Ponsatí, che non si sono presentati oggi all’interrogatorio, restando in Belgio.

Puigdemont diserta la convocazione dei giudici spagnoli

Le voci si rincorrono e si accavallano, una sull’altra: ma fra rumors e incertezze, conferme e poi smentite dell’ultima ora, una cosa sembra essere certa: Puigdemont, che oggi avrebbe dovuto presentarsi, insieme ad altri quattro ex consiglieri, al cospetto dei giudici dell’Audiencia Nacional, convocato su richiesta dalla Procura spagnola, ha disertato l’aula e saltato l’incontro in calendario. E ora le cose per il presidente destituito della Catalogna volgono al peggio. Il mandato d’arresto europeo, spiccato contro il leader indipendentista catalano, è previsto da una direttiva europea del 2002, costituisce la prima concretizzazione nel settore del diritto penale del principio di mutuo riconoscimento, semplificando e accelerando l’estradizione di un indagato tra due paesi membri dell’Unione europea. Le caratteristiche principali della procedura risiedono nel fatto che le autorità giudiziarie cooperano direttamente senza la necessità di passare per una valutazione da parte dell’esecutivo, tipica dei casi tradizionali di estradizione. In altre parole, le decisioni sono esclusivamente giudiziarie, senza alcuna influenza politica. Per 32 categorie di reati si deroga al principio della cosiddetta “doppia incriminazione”, ovvero l’atto non deve essere considerato un reato in entrambi i paesi. L’unico requisito è che sia punito con pene detentive di almeno tre anni nel paese di esecuzione.

Mandato d’arresto europeo per Puigdemont e i consiglieri

Il mandato, dunque, semplifica le procedure e la documentazione da presentare mediante la creazione di un unico documento e prevede scadenze brevissime per l’adozione della decisione sulla consegna. Prevede inoltre il superamento del divieto di estradizione di cittadini contemplato da diverse Costituzioni, per cui se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo ai fini dell’azione penale è cittadino, o residente dello Stato membro di esecuzione, la consegna non può essere rifiutata, ma può essere subordinata alla condizione che la persona, dopo essere stata ascoltata, sia rinviata nello Stato membro di esecuzione per scontarvi la pena o la misura di sicurezza eventualmente pronunciata nello Stato membro emittente. Come detto, insomma, per Puigdemont e i suoi consiglieri le cose si sono messe davvero male…