Profughi distruggono hotel: “Il cibo non ci piace e la paghetta è in ritardo”

Hanno danneggiato, quasi completamente distrutto, l’arredamento dell’ex Hotel Oxford che li ospitava inveendo pesantemente contro i titolari e poi anche contro carabinieri e polizia. Una vera e propria insurrezione. E’ accaduto a Fiuggi, protagonisti quaranta richiedenti asilo che, ancora una volta, si sono resi protagonisti di un episodio di violenza del tutto ingiustificata che ha portato al deciso intervento delle forze dell’ordine e subito dopo alla loro denuncia per danneggiamento e violenza privata. Si è trattato di una imponente operazione che culminerà probabilmente con il rimpatrio dei quaranta richiedenti asilo.

Profughi a 70 euro al mese: la rivolta

Le cause della “rivolta” sono state semore secondo copione. Le proteste da parte dei quaranta, tutti di origini africane, per il “ritardo nella consegna della paghetta” (sembra solo quattro giorni): si tratta del pocket ticket mensile loro dovuto pari a circa 70 euro. Questa la causa scatenante dell’insurrezione, che ha visto i profughi passare rapidamente al danneggiamento. Secondo Ciociaria oggi e gli altri siti on line dei quotidiai locali, la protesta violenta ra scattata anche in seguito a una colazione sgradita ai profughi lì ospitati.

Profughi più volte minacciosi

Fiuggi è diventata una città al limite della sopportazione,  già finita al centro di polemiche durante la scorsa estate, a causa dell’elevato numero di migranti ospitati sul territorio comunale, leggiamo sul Giornale, autore di nmerosi reportage sull’argomento nei quali si segnalava “come i cittadini fiuggini non si sentissero pienamente al sicuro a causa di una situazione che ci è parsa visibilmente problematica.  La Federalberghifiuggi, inoltre, aveva sottolineato come nella città famosa per le acque termali curative, fossero presenti :“170 extracomunitari in due distinti alberghi da circa un anno”. Altri ottanta migranti, poi, giungevano nella cittadina ciociara proprio nei giorni in cui l’istituzione rilasciava la nota. “A Fiuggi” proseguivano gli albergatori – ci sono “10.500 residenti e se dovesse valere la regola di 2,5 extracomunitari ogni 1.000 abitanti saremmo largamente fuori dai parametri”. La rivolta inconsulta nasce in una cornice di tensione già ampiamente segnalata. E ignorata.