Prete choc sulla Bonino: “Ha fatto più vittime lei che Totò Riina”…

C’è sempre qualcuno che, ciclicamente, ripropone l’antico dilemma su chi buttare giù dalla torre, declinando la scelta del colpevole da sacrificare alle varie coniugazioni dei peccati da punire. Non si è sottratto al confronto un sacerdote di Bologna che, come riporta Il Resto del Carlino, a poche ore dalla morte del boss di Corleone è tornato a interrogarsi sul potenziale criminale di Riina, paragonando impropriamente, alle vittime delle stragi o delle esecuzioni di mafia, anche gli innocenti mai nati sacrificati sull’altare laico di una legge di Stato con l’aborto. E così, il vecchio vizio di tornare a conteggiare se abbia ucciso più Stalin o Hitler torna in auge: stavolta sui social.

Prete su Facebook: “Ha più morti sulla coscienza Riina o la Bonino”?

“Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?”, si è dunque chiesto postando l’inquietante interrogativo – pubblicato e poi nascosto dalle impostazioni sulla privacy di Facebook – sul social un prete di Bologna, don Francesco Pieri che, come riporta Il Resto del Carlino, a poche ore dalla morte del boss mafioso ha voluto lanciare la provocazione sul web in un post inizialmente pubblico. Un accostamento infelice, che sembra aver fatto inorridire più di un “seguace social” del prete e docente alla Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna, tanto da essere poi celato tra le righe del profilo social.

Dal sacerdote nessuna marcia indietro nonostante le polemiche

Una mossa che tuttavia non ha significato una marcia indietro sulla frase “incriminata”. Stando a quanto racconta il quotidiano, Pieri continuerebbe infatti a perorare la sua causa nei commenti, rincarando la dose. Ma per quanto tragica e deprecabile possa essere la scelta di ricorrere a un aborto, metterla comunque a confronto con gli omicidi di un padrino mafioso, assetato di sangue, spietato e mai pentito, capace di ordire la regia di stragi, come di farsi mandante di esecuzioni mortali, nemico numero uno della comunità internazionale, appare davvero improprio. “Moralmente non c’è differenza”, ha invece continuato a rispondere il religioso agli utenti, ricordando anche come il Concilio Vaticano II “mette l’aborto (non importa se legalizzato, ospedalizzato e mutuabile o no) in serie con “genocidio, omicidio volontario” e altri crimini orrendi (GS 27), tra cui certamente quelli di mafia, e lo definisce “abominevole delitto” (GS 51). Solo che vedo meno gente disposta a indignarsi e schierarsi per “questi” innocenti. Anche tra chi metterebbe la mano sul fuoco per il Vaticano II”. Come se stilare una lista di vittime di “serie a” e vittime di “serie b” possa in qualche modo attenuare lo strazio delle perdite, o la colpa di chi le ha causate.