Parroco pestato e rapinato: dopo un tunisino, fermato un 24enne dello Zen

Parroco pestato e rapinato in un raid brutale che ha coinvolto pure i genitori: il sacerdote è nipote di Sandro Pertini, i ladri un tunisino e un 24enne dello Zen. Ed è stata un’aggressione brutale, ordita per saccheggiare e depredare quanto più possibile e degenerata in un pestaggio efferato frutto di una violenza gratuita inaudita. A farne le spese, dunque, padre Miguel Pertini, sacerdote argentino della parrocchia di San Filippo Neri allo Zen, e nipote dell’ex presidente della Repubblica. Vittima di quello che è stato un vero commando in azione per un raid punitivo qualche tempo fa, e per cui oggi è stato individuato e arrestato anche un secondo componente della banda criminale, il 24enne Giovanni Caviglia, del quartiere Zen, il cui arresto – in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palermo – è arrivato molto dopo il fermo di un altro responsabile, eseguito ad appena due giorni dalla rapina, quando gli investigatori della Squadra mobile e del commissariato San Lorenzo, riuscirono a risalire all’identità di uno dei due componenti della banda, e quando, per un giovane tunisino, Sami Ben Lazrag, scattò l’arresto per cui oggi il malvivente è ancora rinchiuso in carcere. Poche ore fa, dunque, il secondo fermo.

Parroco selvaggiamente pestato e rapinato: è il nipote di Pertini

Il raid criminale risale al dicembre scorso quando, complice il buio notturno, i rapinatori armati di pistola e con i volti coperti entrarono nella chiesa di via Fausto Coppi, forzando la porta d’ingresso della canonica con un piede di porco. Dopo aver trafugato il tabernacolo contenente due pissidi e quattro patene con circa trecento ostie consacrate, i malviventi raggiunsero il primo piano dell’attigua casa canonica, dove si trovavano i genitori di don Pertini, venuti dall’Argentina in vista delle festività natalizie. Li minacciarono, picchiando il padre del parroco, e li rapinarono portando via gioielli e denaro. Il sacerdote, allarmato dalle urla degli anziani genitori, li raggiunse velocemente, trovandosi davanti i malviventi che non esitarono a picchiarlo duramente, colpendolo al volto e alla schiena. Poi sotto la minaccia di una pistola, il religioso fu anche costretto a inginocchiarsi e a camminare in ginocchio lungo il corridoio del primo piano.

Trafugato il tesoro della Chiesa: arrestati un tunisino e un giovane dello Zen

Mentre procedeva, alla vista del padre riverso a terra, il sacerdote si avvicinò per proteggerlo, ma fu violentemente pestato dai rapinatori, che chiedevano insistentemente la consegna del “tesoro della Chiesa”. Dopo essersi impossessati di 150 euro e 5000 pesos argentini in contanti, di oggetti preziosi consistenti in una fede, una catenina e bigiotteria, un orologio e un notebook, subito dopo, i criminali fuggirono facendo perdere le proprie tracce. Dopo appena due giorni dalla efferata rapina, però, gli investigatori della Squadra mobile e del commissariato San Lorenzo riuscirono a risalire all’identità di uno dei due componenti della banda, il tunisino, Sami Ben Lazrag; oggi è toccato anche al secondo. Il tabernacolo e gli altri oggetti sacri trafugati, intanto, sono stati recuperati dalla Polizia di Stato e restituiti alla Curia.