Ormai è caos totale in Libia: aspettiamoci clandestini a migliaia

Continua la guerra civile in Libia: il vice ministro dell’Interno del governo di concordia nazionale libico, Faraj Egaim, è finito nel mirino di un attacco a Bengasi per la seconda volta in una settimana: lo scrive il giornale online Libya Herald. Secondo il giornale, almeno tre persone sono rimaste uccise questo pomeriggio nella città della Cirenaica in un attacco con colpi di mortaio contro l’edificio che ospita gli uffici del ministero dell’Interno. Nell’attacco nel distretto di Budzira, di cui dà notizia anche l’agenzia di stampa Xinhua, diverse persone sono rimaste ferite. Il Libya Herald precisa che non è chiaro se Egaim fosse all’interno dell’edificio, ma riferisce di informazioni secondo cui il vice ministro sta bene. Domenica scorsa un’autobomba è esplosa a Bengasi al passaggio del convoglio su cui viaggiava Egaim, che non ha riportato conseguenze. Sette persone, comprese sei guardie del corpo del vice ministro, sono rimaste ferite a causa dell’esplosione. Inoltre si apprende che è di almeno 70 morti il bilancio degli scontri scoppiati il 31 ottobre scorso a Warshafana e nelle zone circostanti, a ovest e a sud della capitale libica Tripoli. “Il bilancio degli scontri degli ultimi giorni nella zona di Warshafana è salito a 70 morti e tra questi ci sono anche membri del Movimento Giustizia e Uguaglianza”, creato da ribelli coinvolti nel conflitto nel Darfur, secondo quanto confermato da Abdullah Al-Fak’hal, responsabile della comunicazione del Consiglio militare di Zintan, in dichiarazioni all’agenzia Xinhua. “Gli scontri sono conclusi. I responsabili della sicurezza, in cooperazione con la Sala delle operazioni congiunte, stanno mettendo in sicurezza l’area – ha aggiunto Al-Fak’hal – Abbiamo arrestato decine di banditi, anche alcuni esponenti che lavoravano a un piano per destabilizzare la capitale e le città limitrofe in collaborazione con Fronte popolare per la liberazione della Libia, composto da sostenitori dell’ex regime di Gheddafi“. Mercoledì scorso le forze fedeli al governo di concordia nazionale di Tripoli hanno ripreso il controllo della zona di Warshafana dopo giorni di operazioni. Secondo l’Onu gli scontri hanno messo in fuga dalle proprie abitazioni almeno tremila libici.