Non si dimette il sindaco Pd che chiedeva favori sessuali per sms (video)

Il sindaco Pd di Mantova Mattia Palazzi è stato indagato dalla procura di Mantova per tentata concussione continuata. Secondo quanto si apprende dalla stampa locale, il sindaco è accusato di aver chiesto tramite messaggini telefonici favori sessuali alla responsabile di un’associazione culturale in cambio di favoritismi da parte dell’amministrazione. L’avvocato difensore del sindaco Pd Paolo Gianolio, dopo l’interrogatorio del primo cittadino di Mantova da parte degli inquirenti, ha precisato che Palazzi ha risposto con «parziale precisione, tenuto conto della difficoltà di ricordare fatti lungo un arco temporale di dodici mesi». «È stato confermato il capo di imputazione – sono le parole di Gianolio al termine dell’interrogatorio riportate dalla Gazzetta di Mantova – ci sono stati mostrati alcuni elementi di prove documentali, mentre altri sono rimasti a noi sconosciuti, così come non ci è stato mostrato l’esposto. Le indagini proseguono, dunque ora dobbiamo aspettare. Vedremo se la procura ci convocherà nuovamente o se sarà utile per noi presentare memorie. Il sindaco ha risposto alle domande, in parte con precisione, per quanto sia possibile ricordare fatti lungo un arco temporale di un anno. Resta concentrato sulla sua difesa, perché visto il suo ruolo pubblico deve delle risposte ai magistrati e ai cittadini. L’indagine non è una condanna né un disonore. Ma è chiaro che lui sta vivendo questa situazione molto male per la sua etica e la sua morale». L’avvocato ha poi detto che il sindaco Palazzi non si ricordava di una sua certa foto senza veli contestatagli dai magistrati. Il sindaco Palazzi però non si è dimesso e ha fatto sapere di non avere ancora preso una decisione al riguardo.