Nel gruppo stragista del Bataclan spunta un italiano, Mimmo: è in Siria con l’Isis

Avrebbe aiutato gli stragisti a scappare, offrendo loro soldi e appoggi logistici, grazie all’ignara sorella. Il suo nome vero, da italiano nato alle porte di Napoli, è Domenico G., ma tutti lo conoscevano, a Parigi, come Mimmo. Anche quelli dell’Isis, che lo coinvolsero nella terribile strage del 13 novembre 2015, nel teatro Bataclan. Le ultime rivelazione che arrivano sul fronte delle indagini sull’attentato di Parigi sono clamorose e portano direttamente in Italia, in un paesino vicino Napoli, San Paolo Belsito, da dove molti anni fa una famiglia partì per trasferirsi a Parigi, dove poi Mimmo, da adolescente, inizia a frequentare gli islamici fino a radicalizzarsi e a finire nella spirale del terrorismo, con un ruolo di supporto al coordinatore degli attacchi di Parigi, Bataclan compreso.

In realtà il 13 novembre del 2015 Domenico “Mimmo” si sarebbe trovato in Siria e da laggiù avrebbe collaborato agli attentati obbligando la sorella (scagionata dagli inquirenti) a consegnare un’ingente somma di denaro per facilitare la fuga dei membri del commando. Soldi finiti ad Abdelhamid Abaouud, il regista degli attentati parigini. Mimmo sarebbe ancora vivo anche se irreperibile, forse in Siria, dopo una fuga e un trasferimento, avvenito qualche anno fa, consumatosi per effetto di una rottura con la famiglia, che mai avrebbe avvalorato le sue scelte di vita e le sue idee religiose. Secondo gli inquirenti Domenico G. avrebbe lavorato in un’ autofficina della Val d’ Oise in Francia trasformata nella copertura di un gruppo jihadista che finanziava e appoggiava le attività dell’ Isis in Francia e Germania. Italo-francese, 32 anni, inizialmente interessato alle attività estere della camorra, Mimmo si era poi convertito all’Islam e aveva aderito all’Isis nel 2012 con il nome di Abderrhamane Al-Italy

Il bilancio di quell’attentato fu di 130 morti e oltre 400 feriti. In carcere per il massacro c’è l’unico sopravvissuto al commando del Bataclan, Salah Abdeslam.