Napoli, che imbrogli al congresso Pd: iscritti giovani centenari e nati nel 2024

Povero Pd, non c’è congresso senza inganno. Alla faccia della tanto strombazzata democrazia interna e del sempre predicato (e poco praticato) rispetto delle regole bla bla bla. Se poi alla sigla Pd aggiungiamo la città di Napoli, la vicenda si complica parecchio perché ai normali trucchi precongressuali in voga un po’ ovunque si aggiungono i formidabili effetti speciali partenopei capaci sempre di dare quel tocco i più in termini di fantasia e genialità.

A Napoli si vota per la segreteria provinciale del Pd

Ma procediamo con ordine: i dem sono chiamati alla conta dei tesserati per rinnovare gli organi provinciali del Pd di Napoli e provincia. Il clima interno è teso com’è normale che sia in un partito appena colpito da una scissione e tuttora in preda a forti fibrillazioni tra renziani, orlandiani e seguaci di Michele Emiliano. Quand’è così, la polemica è di prassi. Ma quella innescata da Nicola Oddati, storico esponente di provata fede bassoliniana e ora candidato alla segreteria provinciale, è destinata a lasciare il segno. Secondo quanto infatti riportato dal Corriere del Mezzogiorno, Oddati ha denunciato che su 29.900 tesserati effettuati tra il 2016 e il 2017, ben 10mila non hanno una data di nascita nota ai registri del partito. Di questi, poi, 150 poi sono doppioni in due differenti circoli. Altri 101 risultano totalmente sconosciuti, ma rilevati come esistenti mentre 32 – udite udite! – sarebbero nati nel 2024. «Per ora però – ha ironizzato Oddati in una conferenza stampa appositamente convocata – non possono votare». I dispersi, cioè i cancellati, ammontano a 47. Ben duemila, infine, sono senza indirizzo.

La denuncia del candidato Oddati