Morte di Totò Riina, il centrodestra: «Noi pensiamo alle sue vittime»

Di fronte alla morte di Salvatore Riina,  mandante e autore di vere e propri mattanze, il pensiero corre alle vittime, uomini illustri e meno illustri, con le loro scorte di giovanissimi agenti, e ai familiari. «È morto Totò Riina. Il mio pensiero commosso va al giudice Giovanni Falcone, alla moglie e alla sua scorta, al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta, e al piccolo Giuseppe Di Matteo. E il mio ringraziamento va al Capitano Ultimo e a tutti gli altri uomini dello Stato che, con il loro lavoro, hanno consentito che Riina scontasse almeno gli ultimi 24 anni di vita nelle patrie galere”. E’ il commento della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che dal suo profilo Fb ha voluto rivolgere il cuore e la mente alle figure simbolo della lotta alla mafia che per questo sono cadute per volontà di Riina “la belva”.

Il centrodestra è unanime su questo aspetto nel commentare quella che è “la notizia del giorno”. La corda adoperata da Maurizio Gasparri sul suo profilo Fb è di grande efficacia e richiama due grande traumi collettivi, tra gli altri: pochissime parole e due fotografie devastanti, quella della strage di Capaci in cui morirono Falcone, cn la compagna e la scorta; e l’immagine dell’attentato a Borsellino. Lapidario Gasparri: «Morto Riina, giustamente all’ergastolo nella vita terrena, ora l’inferno lo attende per sempre”.

Sul profilo Fb di Matteo Salvini, leggiamo la stessa rabbia, fuori da ogni ipocrisia: «È morto il boss Totò Riina. Devo piangere? Devo dire che mi dispiace? Non ci riesco. Conservo le lacrime per le sue vittime. Amen».

«A nessuno venga in mente di smantellare il 41bis»

Preciso il giudizio di Fabio Rampelli, capugruppo di FdI lla Camera: “Nessun pentimento da parte di Riina. Nessuna pietà da parte nostra”. Per Rampelli, la morte di Riina “ha due significati simbolici. Riina è morto il giorno del suo compleanno come a testimoniare che il male assoluto che ha rappresentato è sconfitto alle sue origini. Lui è l’alfa e l’omega di una vita dedicata al male». «A nessuno venga in mente di smantellare il 41bis, il carcere duro per i mafiosi. Lo Stato vince quando ha il coraggio di dichiarare guerra ai suoi nemici»