Molestie a Hollywood, spopola la campagna #MeToo: tutte in corteo sulla Walke of fame

La campagna contro le molestie a Hollywood, aperta dal caso Harvey Weinstein, e tanto in voga – nel silenzio più assoluto di potenti del jet set e ex-amici dell’orco, oggi scaricato indistintamente da tutti – è stata intitolata – e non a caso – #MeToo (Anche io).

Molestie a Hollywood: la campagna #MeToo

E sono centinaia le persone che hanno manifestato in strada a Hollywood contro le molestie e a difesa delle vittime di aggressioni a sfondo sessuale. I dimostranti – in maggioranza donne – si sono riuniti sull’Hollywood Boulevard e hanno sfilato lungo la Walk of fame. A guidare la marcia Tarana Burke, attivista che per prima ha usato l’hashtag MeToo sui social: «Per ogni Harvey Weinstein, c’è un centinaio di altri uomini nelle vicinanze che fa esattamente la stessa cosa», ha scritto su Facebook la militante prima della marcia.«Ciò che vediamo, almeno per il momento, è l’unione tra i superstiti: una comunità di sopravvissuti emersa da questo momento virale che spero e prego riusciremo a mantenere». Laddove il dato “virale” dell’intera faccenda, però, che la Burke rivendica come fattore di coesione e come elemento del successo delle iniziative della campagna anti-molestie, rischia di diventare anche l’anello debole di quella che sembra essere diventata ormai una interminabile catena di denunce che, proprio per l’incredibile proliferare di casi ora usciti allo scoperto dopo essere stati custoditi nel segreto per anni, e fino a ieri, rischia di compromettere la credibilità di molte star e la portata su vasta scala dell’inquietante fenomeno. Un fenomeno che, come noto, ha dato la stura a diverse denunce dell’ultim’ora anche in casa nostra…