Massoneria, botta e risposta tra “Avvenire” e Grande Oriente d’Italia

È scontro tra Avvenire e Grande Oriente d’Italia Il giornale dei vescovi ha pubblicato una lettera del Gran Maestro, Stefano Bisi, che solleva le ragioni della inconciliabilità tra Chiesa e Massoneria e che, scrive, «sicuramente continueranno ad alimentare il dibattito teologico e non solo chissà ancora per quanti altri secoli».

Massoneria e Chiesa, il convegno

L’occasione per affrontare un argomento è un convegno organizzato dal Grande Oriente d’Italia a Siracusa al quale parlerà il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò e monsignor Maurizio Aliotta, assieme a due Gran Maestri aggiunti Santi Fedele e Sergio Rosso. Un incontro che «nasce col preciso intento di favorire un dialogo in cui, senza pregiudizi e invasioni di campo, senza dogmatismi e accuse, mantenendo ognuno il proprio ruolo, si possa discutere serenamente pur mantenendo le diverse visioni e le distanze».

«I massoni non devono convincere nessuno»

Bisi spiega all’Avvenire che i massoni «non devono convincere nessuno» ma di certo la «Massoneria non potrà mai e poi mai avallare dogmi e assiomi fideistici che sono lontani dalla sua ultrasecolare tradizione». Alla lettera ha risposto il direttore del giornale della Cei. Pur dando giudizi favorevoli sul dialogo in corso, Marco Tarquinio fa notare che vi è effettivamente «inconciliabilità tra sguardo cattolico e visione massonica: Mai e poi mai… lei scrive, a proposito dei cardini della fede professata da un miliardo e trecento milioni di cattolici. E questo inesorabilmente “scomunica”: se non si condivide l’essenziale, non si è parte di una comunità…». Infine, non manca una frecciata: «Sono curioso di vedere se nel dare conto del piccolo dialogo epistolare con me stavolta riterrà utile far menzionare dal sito del Goi pure la mia risposta».