Martin Luther King tra sesso e amanti famose: lo rivelano le carte dell’Fbi

Tra i documenti sull’assassinio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy desecretati con il via libera di Donald Trump, spuntano file dell’Fbi che descrivono la vita di Martin Luther King tra sesso e amanti. Il reverendo avrebbe infatti partecipato a orge, avuto una figlia illegittima e intrattenuto una relazione intima con la cantautrice Joan Baez. Non è chiaro se le informazioni, datate 1968, siano mai state verificate. Non è inoltre stato chiarito come mai l’Fbi – i cui tentativi di screditare il reverendo sono noti da anni –conservasse tali documenti associati a quelli relativi all’assassinio del presidente Kennedy, il quale non viene mai menzionato in queste specifiche carte.

King e i legami con i comunisti

Nei file si ipotizzano anche collegamenti di King con organizzazioni comuniste e presunte evasioni fiscali. In particolare che l’attivista si circondasse di consiglieri dai forti legami con il partito comunista americano e che le sue dichiarazioni fossero sempre soggette all’approvazione di presunti simpatizzanti “rossi”. Fino a descriverlo come un “sincero marxista”. Da qui il sospetto che la Southern Christian Leadeship Conference, l’organizzazione guidata da Martin Luther King, avesse messo in piedi una vera e propria frode fiscale per raccogliere fondi volti a finanziare le sue attività.

«Infondati i legami di Oswald con la Cia»

Intanto nei nuovi documenti sull’assassinio di Jfk mai diffusi prima, vengono anche indicati come “totalmente infondati” i legami di Lee Harvey Oswald con la Cia. Ad indicarlo è proprio un memo dell’agenzia di intelligence americana del 1975 che emerge nella nuova tranche di carte che il governo americano ha diffuso in queste ore. Si tratta di 676 documenti che vanno ad aggiungersi a quelli desecretati la scorsa settimana. Trump ha tra l’altro acconsentito a tenere riservati un numero consistente di documenti, su sollecitazione delle agenzie di intelligence. Il tycoon ha tuttavia disposto un termine di sei mesi per una nuova revisione e ha indicato che nel frattempo ulteriori documenti vengano resi pubblici gradualmente. Questi ultimi provengono dalla Cia e sono decisamente meno numerosi rispetto a quelli già desecretati, ma con una proporzione maggiore di informazioni svelati per la prima volta.