Mamma e nonna rom la costringevano a prostituirsi a 14 anni: “Faceva schifo”

Capita in una famiglia rom: sono state proprio la madre, la nonna e la zia della minorenne  a costringerla a mendicare dal mattino alla sera davanti a un supermercato, fin da piccola, e poi a farle iniziare un altro “lavoro” quando l’età lo ha consentito: farsi palpeggiare dai vecchi in cambio di soldi. “Faceva schifo, ma almeno non prendevo le botte”, riporta Esmeralda al quotidiano Il Messaggero, da dove poi la notizia è rimbalzata su altri siti. Ora il pm Pierluigi Cipolla ha ottenuto il processo per le tre donne- tre megere o tre streghe sarebbe meglio dire- accusate di riduzione in schiavitù e di sfruttamento della prostituzione di una minore. Inoltre, due uomini sono indagati con l’accusa di atti sessuali con minorenni.

Rom 14enne: ecco cosa le ordinavano mamma e nonna

Il triste destino della sventurata Esmeralda era iniziato dieci anni fa: “Dieci lunghi anni, iniziati quando la bambina aveva solo 4 anni. Passava le giornate davanti al supermercato Conad del Trullo, a Roma, e se non tornava la sera nel campo rom di via Candoni con abbastanza soldi si prendeva pure le botte”, leggiamo sul Giornale. Quando Esmeralda compì 13 anni la famiglia si sfregò le mani: la minore poteva iniziare un nuovo “lavoro”: farsi palpeggiare dai vecchi in cambio di soldi. La segnalazione del dramma che stava avvenendo alla poco più che ragazzina risale al 2015 quando “una casalinga la vede in atteggiamenti intimi con un anziano e segnala il fatto alle autorità. La polizia coglie così durante un blitz un pedofilo sul fatto e la giovane, che ora ha 14 anni, viene trasferita in una casa famiglia”. Ora per le tre rom che hanno ridotto in schiavitù rispettivamente figlia e nipote inizia il processo.