Londra, Uber condannata: dovrà assicurare ai suoi autisti i diritti

Uber dovrà assicurare ai suoi autisti i diritti previsti per i lavoratori dipendenti. Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Londra, che in appello ha confermato la sentenza dello scorso anno, che riconosceva a due autisti di Uber il diritto alle ferie e ai riposi pagate e il salario minimo. Uber era ricorsa in appello, sostenendo che i suoi autisti sono lavoratori autonomi e non sono soggetti ad alcun obbligo nell’uso del sistema di prenotazioni ideato dall’azienda. La decisione del tribunale è un altro duro colpo alle attività di Uber nel Regno Unito, mentre l’azienda sta lottando per mantenere la licenza per operare a Londra, dopo che l’autorità regolatrice dei trasporti della capitale britannica ha minacciato di revocarla. Il pronunciamento del tribunale si applica a tutti i 50mila autisti che lavorano per Uber nel Regno Unito (40mila solo a Londra). Uber ha annunciato che ricorrerà in appello anche contro quest’ultima sentenza, portando il caso davanti alla Corte d’ppello ed eventualmente anche davanti alla Corte Suprema britannica. Uber risponde infatti con una nota ufficiale alla sentenza del Tribunale londinese: ”La maggior parte dei tassisti e degli autisti di noleggio privato sono stati considerati, per decenni, lavoratori autonomi, molto prima che la nostra app esistesse”, è il commento di Tom Elvidge, Acting General Manager di Uber UK. ”Il motivo principale per cui gli autisti utilizzano Uber è che la nostra app dà loro la libertà di scegliere se, quando e dove effettueranno il loro servizio, motivo per cui abbiamo intenzione di andare in appello”, spiega Elvidge.