Lo Ior caccia Mattietti, braccio destro del Direttore: scortato fuori dal Vaticano

Lo hanno scortato, fuori dal territorio dello Stato del Vaticano, due giorni fa addirittura gli uomini della Gendarmeria. Come si fa con una persona indesiderata. Finisce così, in maniera clamorosa, la breve carriera da aggiunto al direttore generale dello Ior di Giulio Mattietti nominato nel novembre 2015 insieme all’attuale direttore generale, Gian Franco Mammì. Un trattamento quello che l’Istituto per le Opere Religiose ha riservato a Mattietti che ricorda da vicino quello toccato nei mesi scorsi ad altri uomini dello Ior travolti dalle lotte intestine che si consumano all’ombra della banca vaticana. Peraltro nei giorni scorsi ci sarebbe stato un analogo provvedimento a carico di un altro dipendente dell’Istituto di credito.
Interpellata, la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato l’allontanamento di Mattietti. La vicedirettrice della Sala Stampa della Santa Sede, Paloma García Ovejero, ha confermato che «Giulio Mattietti, aggiunto del Direttore Generale dell’Istituto per le Opere di Religione, ha cessato il suo servizio lunedì 27 novembre».

Una laurea in Fisica, un post-dottorato all’Istituto Nazionale di Geofisica e un passato come consulente It come Lettore in Computer Science all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti, Mattietti è entrato al Vaticano nel 1997 con l’incarico di Developer e Project manager per poi scalare, via via, i ruoli. Già responsabile dell’Information Technology del Vaticano, Mattietti era stato scelto il 24 novembre del 2015 direttamente da Bergoglio quale risorsa interna per affiancare, in qualità di aggiunto, il nuovo direttore generale, Gian Franco Mammì nominato lo stesso giorno e con la stessa logica di approvvigionarsi, per la guida operativa dell’Istituto, dalle file dei dipendenti dello Ior.

Il nome di Mattietti, considerato vicino all’ex-Direttore Generale dello Ior, Paolo Cipriani, dimessosi per le accuse di riciclaggio formulate dalla magistratura penale romana, emerse nel 2013 allorquando segnalò alla Direzione Generale dello Ior alcune fatture della società Imola Informatica, fornitore del Vaticano, per un importo considerevole, circa 800mila euro, mai presentate prima. Una circostanza che indusse il Consiglio, come rivelò Il Fatto Quotidiano nel dicembre 2013, ad avvisare Mattietti: «D’ora in poi tutte le fatture dovranno essere controllate e approvate dall’Ufficio Acquisti». Poi la nomina di Mattietti, «in attesa della scelta di un nuovo vice direttore», da parte di Bergoglio a braccio destro del Direttore Generale Mammì. Due giorni fa il benservito. E l’onta della scorta per farlo uscire dal perimetro dello Stato del Vaticano.