Livorno, smart con esplosivo: 4 cariche, un telecomando, un sospetto fermato

Giallo a Livorno. O meglio, inquietante giallo a Livorno, dove una Smart con esplosivo – più precisamente con un chilo di esplosivo – quadro detonatori e un telecomando per azionare l’ordigno, è stata trovata durante un controllo della Guardia di Finanza. L’auto è stata fermata ieri pomeriggio dai militari nei pressi di Porta a Mare, all’altezza della rotatoria che porta sul viale Italia. Alla guida c’era un livornese che è stato arrestato. Sono intervenuti gli artificieri per mettere in sicurezza l’esplosivo.

Livorno, trovata Smart con esplosivo

Tra i numerosi mezzi in circolazione controllati, i militari della Gdf – che stavano facendo un pattugliamento finalizzato alla repressione dei traffici illeciti, soprattutto di droga – hanno fermato una Smart di colore bianco, guidata da un cittadino livornese. Il controllo dell’abitacolo della vettura, eseguito con il supporto dell’unità cinofila antidroga, ha portato al rinvenimento, all’interno di una busta di plastica posta sul sedile passeggero, di quattro ordigni esplosivi di fattura artigianale, attivabili con innesco governabile a distanza mediante un telecomando. Dopo aver adottato le dovute misure per allontanare la fonte di pericolo dalla trafficata arteria della città, l’intervento degli artificieri della Polizia di Frontiera Aerea di Pisa ha consentito di rilevare la presenza delle quattro cariche esplosive, nell’insieme per un peso complessivo di oltre 1.100 grammi, collegate, tramite una miccia pirotecnica, ad accenditori di sicurezza, a loro volta connessi a riceventi elettroniche munite di antenna per l’attivazione a distanza dei singoli dispositivi tramite un telecomando. Il livornese trovato in possesso degli ordigni sequestrati dai finanzieri è risultato avere già a carico vari precedenti di polizia, ma alla richiesta di informazioni degli agenti, l’uomo non ha fornito alcuna spiegazione plausibile sul possesso dell’esplosivo. Un giallo, tuttora in corso, che le indagini cercheranno di decriptare.

Né legami col terrorismo islamico, né con anarchici, dunque?

Indagini che, ovviamente, partono dal rinvenimento dell’esplosivo a bordo della vettura e dal fermo dell’uomo che la guidava che, nella serata di ieri, come detto è stato arrestato per il reato di porto abusivo di esplosivi e messo, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, agli arresti domiciliari. Si tratta di un 65enne, attualmente disoccupato, separato, con una figlia, che in passato sarebbe stato denunciato per il porto abusivo di un’arma. E così, “pur non emergendo allo stato profili di evidente connessione” tra l’uomo e gruppi criminali organizzati, sono in corso le indagini da parte della Procura finalizzate a chiarire “i possibili scopi” per i quali “l’arrestato disponesse del materiale esplodente (in ordine al quale sono in corso perizie), nonché a identificare i relativi canali di approvvigionamento”. I quattro ordigni rudimentali ritrovati nella Smart, secondo gli investigatori, non sono ricollegabili né agli ambienti dell’estremismo islamico né a quelli dell’anarco-insurrezionalismo. Il procuratore di Livorno, Ettore Squillace Greco, ha escluso che dietro al ritrovamento ci sia una matrice terroristica o eversiva. Un cane sciolto? Un folle? Un mitomane? Interrogativi al momento ancora senza una risposta.