Le memorie di Coudroy, militante di Jeune Europe caduto con i palestinesi

Roger Coudroy aveva trentatré anni, era belga ed era un militante di Jeune Europe, il movimento nazional-comunitarista guidato da Jean Thiriart. Dopo una lunga permanenza in Francia, dove lavora come ingegnere per la Peugeot, viene trasferito in Kuwait. Mentre il “maggio parigino” infiamma i giovani francesi, che alzano le barricate implorando “la fantasia al potere”, Coudroy sceglie di visitare la Palestina e di conoscere da vicino la resistenza del suo popolo. Finirà per arruolarsi tra i Feddayin e per morire in combattimento con il nome di Salah, diventando il primo europeo a cadere per la causa di liberazione palestinese. Nonostante il caso rappresenti un’autentica notizia, la storia di Coudroy è tenuta nascosta: gli israeliani non vogliono far sapere al mondo che i giovani europei scelgono di arruolarsi volontari nelle fila di Al-Fatah, mentre gli organi di informazione della sinistra internazionale – solitamente sensibili alla causa palestinese – evitano di ammettere che il primo martire europeo è un “neofascista”. Di lui parla soltanto “La nazione europea”, organo di Giovane Europa, che riporta la notizia e approfondisce la vicenda, permettendo di trasmetterla ai posteri. Saranno i guerriglieri palestinesi a rendergli omaggio con un picchetto d’onore e un volantino che ne racconta le gesta. Dopo mezzo secolo, grazie alle neonate edizioni di “Passaggio al Bosco” di Firenze le memorie di Roger Coudroy arrivano al pubblico italiano. Il libro, che sarà disponibile dal 27 novembre, si intitola “Ho vissuto la resistenza palestinese” e raccoglie i diari del guerrigliero dalla terra santa. Uno spaccato molto interessante di storia: le prime forme di resistenza armata, i dialoghi con i Feddayin in clandestinità, le prima battaglie contro l’esercito israeliano, i campi profughi, la vita quotidiana dei tanti esuli. Il ritratto di una Palestina impegnata a ricercare l’unità dei popoli arabi e ancora non afflitta dal fondamentalismo islamico: la cronaca di una lotta che – in quegli anni – seppe infiammare milioni di cuori in ogni angolo del mondo. Ad impreziosire l’opera, troviamo l’introduzione di Claudio Mutti e la postfazione di Andrea Niccolò Strummiello, che ripercorrono le vicende del protagonista e le inquadrano nel contesto storico e politico dell’epoca. Un libro coraggioso, che riporta in auge – anche a destra – il confronto culturale sul conflitto israelo-palestinese, rimosso dalle cronache internazionali e dal dibattito politico, ma ancora lontano dal trovare una soluzione.

Per acquistarlo: www.passaggioalbosco.it