La “lista della vergogna” scopre tutti i vizietti dei deputati inglesi

La chiamano la “lista della vergogna” e contiene i nomi di 36 deputati conservatori (tra loro ci sono ministri e sottosegretari) e le relative “cattive abitudini”. Le descrizioni spaziano dal “comportamento inappropriato con assistenti donne” a quello altrettanto inappropriato con “assistenti maschi” al “perennemente ubriaco”. A compilarla sono stati le assistenti e gli assistenti parlamentari dei Tories, stanchi di subire in silenzio molestie e veri e propri atti di perversione. La lista, che ha iniziato a circolare in ambienti parlamentari, è finita in mano anche ai media inglesi e, sebbene i nomi siano per il momento stati oscurati, l’identità di alcuni degli interessati non è più un segreto. Tra i nomi eccellenti emerge quello di Damian Green, ministro del Lavoro e delle Pensioni e stretto collaboratore della premier Theresa May, che secondo la “lista della vergogna” sarebbe un utente di Ashley Madison, il sito di appuntamenti. A fare il suo nome è MailOnline, che rivela anche che almeno nove degli esponenti Tory che compaiono nell’elenco avrebbero avuto delle relazioni con membri del loro staff o con altri parlamentari.

Le denunce

Sempre secondo la “lista della vergogna”, un deputato avrebbe costretto la propria assistente ad abortire, mentre un altro suo collega avrebbe “pagato le donne per stare zitte” e non rivelare la portata delle molestie subite. Un altro, secondo il campionario di scorrettezze e perversioni esposto dagli assistenti ribelli, sarebbe stato ripreso in video mentre si faceva urinare addosso da tre uomini, mentre ad un altro piace andare con le prostitute per compiere “atti strani” ed un latro ancora ha un debole per gli uomini con profumi da donna. Caso già noto da qualche giorno è invece quello di Mark Garnier, sottosegretario al Commercio Estero, che aveva l’abitudine di mandare la propria assistente parlamentare a comprare dei sex toys.

Lista della vergogna, May: «Fiducia nel governo»

Ce n’è abbastanza per oscurare l’altro grande scandalo dei rimborsi e delle note spese, che nel 2009 fece tremare l’allora governo laburista di Gordon Brown. La premier Theresa May attraverso un portavoce ha detto di avere “fiducia nel governo e nei suoi ministri”. In base alla ‘lista della vergogna’, il sito Guido Fawkes è riuscito a ricostruire che al suo interno vi sono: 2 ministri di peso accusati di comportamenti inappropriati verso le donne; 18 ministri e sottosegretari accusati di varie forme di comportamenti sessuali inappropriati; 12 deputati accusati di comportamenti scorretti verso le proprie assistenti donne; 2 deputati accusati di comportamenti scorretti verso assistenti maschi.

C’è chi esce allo scoperto

In tutto, l’11% dell’intera compagine Tory a Westminster. Qualsiasi tipo di rimpasto la May abbia in mente, c’è il rischio che si vadano a toccare i delicati equilibri interni al governo e alle varie anime del partito, sempre più diviso tra fautori della “hard Brexit” e chi invece vorrebbe un’uscita morbida dalla Ue. Nel frattempo, il ministro della Difesa Michael Fallon è uscito allo scoperto scusandosi ripetutamente per aver palpeggiato il ginocchio della giornalista Julia Hartley-Brewer, fino a quando lei non ha minacciato di “dargli un pugno in faccia”. L’episodio risale al 2002 ed evidentemente, sulla scia dello scandalo sessuale che ha travolto Harvey Weinstein, Fallon ha preferito giocare d’anticipo. La stessa giornalista coinvolta ha detto che si trattò di un episodio di scarsa importanza e che tutto si concluse all’epoca.