La fine ingloriosa del partito di Mario Monti: divisi e in cerca di poltrone

Il partito di Mario Monti non esiste più. Si sono divisi ancora una volta: tre da una parte e tre dall’altra. In fondo, come si legge su Libero, alcuni di Scelta Civica  sono ancora politicamente vivi, sopravvissuti a Mario Monti e pronti a inseguire quell’agognato 3% che significherebbe l’entrata nel prossimo Parlamento.

Mario Monti e Scelta Civica: ancora divisioni

Oggi i deputati rimasti sono sei, in disaccordo tra loro. Il segretario Enrico Zanetti e il presidente Mariano Rabino, ricostruisce ancora Libero, appoggiati dal resto della direzione, hanno scelto l’approdo nel centrodestra, che è anche la coalizione piazzata meglio nei sondaggi. Renato Brunetta li accoglie a braccia aperte, per conto di Berlusconi: «Siamo favorevoli alla formazione di una quarta o quinta gamba, cattolica e liberale, del centrodestra unito, per vincere e tornare al governo del paese». Dovrebbero fare squadra con l’ex alfaniano Enrico Costa, con Idea di Gaetano Quagliariello, con il movimento dell’ ex ministro siciliano Saverio Romano, con i “tosiani” di Fare e forse, chissà, anche con Raffaele Fitto e i suoi.

In una lista satellite, distinta da quella degli azzurri, il rischio è non prendere quel 3% dei voti necessario a entrare in Parlamento e di svolgere quindi il semplice ruolo di “lista civetta”. E perché non tutti condividono il nuovo percorso: ai parlamentari Ernesto Auci, Angelo D’ Agostino e Valentina Vezzali l’ abbraccio col Cavaliere non piace. Scelta civica esce di scena spaccandosi per l’ ultima volta.