La Boschi sarà “paracadutata” in Umbria. Disse: «Qui aiutai i terremotati…»

Lo scorso settembre Maria Elena Boschi si era recata in Umbria, nelle zone colpite dal terremoto del 1997.  E a Norcia aveva svelato un aneddoto personale che aveva colpito tanto. «Era l’estate del ’98, quella successiva al sisma, avevo 17 anni e venni in Umbria con un’associazione religiosa per dare una mano alla gente di Nocera Umbra», raccontò la sotttosegretaria alla presidenza del Consiglio al termine della conferenza stampa di chiusura della visita svolta insieme al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. In quella occasione  la Boschi aveva anche lodato i volontari del servizio civile “che attualmente vede impegnati in Italia 50 mila giovani, di cui 1200 sulle zone terremotate”.

A distanza di due mesi, ora che le grandi manovre per le candidature alle prossime Politiche iniziano ad entrare nel vivo, si scopre che proprio in Umbria, molto probabilmente, Maria Elena Boschi sarà candidata nel listino proporzionale per garantirle un’elezione “blindata”. Il paracadute di Renzi, dunque, si aprirà proprio lì, dove – secondo il Messaggero – “è già scattata la corsa alle posizioni migliori in lista, quelle che danno partita vinta a tavolino, il seggio sicuro”. «La battaglia è ancora sotto traccia, presto sarà in campo aperto. Il Rosatellum, infatti, è una legge elettorale che consente d’intuire buona parte di deputati e senatori ben prima della data del voto, scorrendo le candidature. I posti sicuri sono quelli nelle liste del proporzionale, saranno eletti così i due terzi del Parlamento. Altra storia per i collegi uninominali – che in Umbria saranno cinque, tre alla Camera e due al Senato – ed in cui vale la regola del “chi arriva primo, anche per un voto, vince”. Il proporzionale mette a disposizione per l’Umbria sei deputati e cinque senatori… Tra le ipotesi c’è che la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio sia traghettata dalla sua Toscana alla vicina Umbria, in una posizione tranquilla che le garantirebbe la rielezione in Parlamento», scrive il quotidiano romano.

Ma forse, a settembre, lo sapeva già anche la Boschi.