Iraq, la missione è liberare l’area al confine siriano: lì potrebbero annidarsi jihadisti (VIDEO)

Dopo la conquista negli ultimi giorni di più ampi settori della provincia di Anbar, al confine con la Siria, l’esercito iracheno ha annunciato la “bonifica” della cittadina di Al Qaim, fino a pochi giorni fa fa era una delle ultime roccaforti dello Stato Islamico in territorio iracheno a sud dell’Eufrate. Ma l’offensiva per cacciare l’Isis dalle zone prossime al confine con la Siria – scattata in settembre e tuttora in corso – prosegue indefessamente: di città in città, finché l’intero Paese non risulterà completamente libero anche dall’ultima traccia sensibile.; finché anche l’ultimo profugo in fuga per la salvezza non sarà rientrato nella casa che è stato costretto ad abbandonare.

Iraq, liberare dai jihadisti l’area desertica al confine con la Siria

Dunque, l’obiettivo è liberare del tutto l’area desertica al confine con la Siria dai jihadisti. «L’esercito iracheno ha lanciato stamane un’ultima operazione di “bonifica” della zona irachena al confine siriano dalla presenza dei miliziani del sedicente Stato islamico (Is)», è dunque  quanto si legge in una nota diffusa dalle forze armate di Baghdad. All’operazione, scattata a pochi giorni dalla riconquista di Rawa, l’ultimo centro urbano che era rimasto ancora in mano all’Isis, prendono parte reparti dell’esercito e miliziani sciiti delle Unità di Mobilitazione Popolare.

Una zona in cui i jihadisti potrebbero ri-organizzarsi

«L’obiettivo dell’operazione è impedire ai restanti gruppi di Daesh di dileguarsi nella regione desertica usandola come base per futuri attacchi», ha dichiarato il colonnello Salah Kareem, riferendosi allo Stato islamico con l’acronimo in lingua araba e spiegando strategie e obiettivi bellici di quest’ultima fase di guerra di liberazione. Del resto, il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, ha detto martedì che lo Stato islamico è stato sconfitto da un punto di vista militare, precisando che dichiarerà la vittoria finale dopo che i militanti dell’Is saranno stati eliminati anche dalla zona desertica verso la Siria. Un’area sensibile che potrebbe rappresentare per i jihadisti in diaspora una via di fuga, prima, e un’area in cui tornare a organizzarsi, poi…