Iraq, dal governo un incentivo agli sfollati in fuga dall’Isis per tornare a casa

L’Isis si sta definitivamente sgretolando: quel che resta dell’esercito di miliziani jihadisti sul campo siriano,, come su quello iracheno, sono pattuglie allo sbaraglio, in fuga, isolate quando non circondate, come ad Albu Kamal, ultima roccaforte del sedicente Stato Islamico (Is) in Siria, dall’esercito siriano e dalle forze alleate. non a caso, proprio in queste ore, l’emittente al-Manar vicina al movimento libanese sciita di Hezbollah, ha comunicato l’entrata nell’ex bastione siriano di Daesh delle truppe di Damasco, annunciando che la resa di quello fino a poco fa era considerato uno degli ultimi presidi jihadisti, potrebbe essere questione di ore.

Iraq, il 55% degli sfollati torna a casa

Nel frattempo in Iraq, riconquistata Mosul, presidiati ponti e ferrovie e con i jihadisti in fuga, la situazione volge al positivo, tanto che – come annunciato da Sattar Nawroz, portavoce del ministero iracheno per le Migrazioni e gli Sfollati, citato dai media locali – «oltre il 55%» delle persone sfollate in Iraq nei tre anni di guerra contro il sedicente Stato islamico (Is) ha fatto ritorno a casa. Non solo: Nawroz ha affermato che il ministero ha allo studio un piano «onnicomprensivo» per gli sfollati, spiegando che per incoraggiare il loro ritorno prevede di stanziare 1,5 milioni di dinari (circa 1.100 euro) per ciascuna famiglia che deciderà di tornare a vivere nella propria abitazione. Un incentivo a ripopolare il Paese – e le sue città fantasma – dopo l’esodo di massa delle comunità locali in fuga dagli uomini del Califfo: basti pensare che, a ottobre, il coordinatore umanitario dell’Onu in Iraq, Lise Grande, ha dichiarato che gli sfollati nel Paese dal 2014 sono stati oltre 5,4 milioni…