Il Papa in Myanmar: le parole di Buddha come quelle del nostro San Francesco

mercoledì 29 novembre 18:03 - di Redazione

Superare incomprensione, intolleranza, pregiudizio e odio. Papa Francesco, nel terzo giorno del viaggio apostolico a Myanmar (tappa successiva sarà il Bangladesh) incontra il Consiglio Supremo ‘Sangha’ dei monaci buddisti. “Il nostro incontro è un’importante occasione per rinnovare e rafforzare i legami di amicizia e rispetto tra buddisti e cattolici – dice il Pontefice – è anche un’opportunità per affermare il nostro impegno per la pace, il rispetto della dignità umana e la giustizia per ogni uomo e donna. Non solo in Myanmar, ma in tutto il mondo le persone hanno bisogno di questa comune testimonianza da parte dei leader religiosi”. “Perché, quando noi parliamo con una sola voce affermando i valori perenni della giustizia, della pace e della dignità fondamentale di ogni essere umano, noi offriamo una parola di speranza. Aiutiamo i buddisti, i cattolici e tutte le persone a lottare per una maggiore armonia nelle loro comunità”, il monito del Papa che invita a superare ogni forma di pregiudizio e di odio. Seguendo le parole di Buddha. “Se siamo chiamati ad essere uniti, come è nostro proposito, dobbiamo superare tutte le forme di incomprensione, di intolleranza, di pregiudizio e di odio. Come possiamo farlo? Le parole del Buddha offrono a ciascuno di noi una guida: ‘Sconfiggi la rabbia con la non-rabbia, sconfiggi il malvagio con la bontà, sconfiggi l’avaro con la generosità, sconfiggi il menzognero con la verità’. Sentimenti simili – osserva il Papa – esprime la preghiera attribuita a San Francesco d’Assisi: ‘Signore, fammi strumento della tua pace. Dov’è odio che io porti l’amore, dov’è offesa che io porti il perdono, dove ci sono le tenebre che io porti la luce, dov’è tristezza che io porti la gioia'”.

 

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