Gestione spregiudicata dei beni mafiosi: alla sbarra la giudice Saguto

Silvana Saguto, ex-presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, è stata rinviata a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei beni confiscati a Cosa Nostra in Sicilia. Il processo comincerà il 22 gennaio del 2018 e assieme alla Saguto, oltre a padre, marito e figlio, coinvolti a vario titolo nell’indagine, compariranno nella veste di imputati anche l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara e vari amministratori giudiziari. Per il gup Marcello Testaquadra, la giudice Saguto avrebbe gestito in modo spregiudicato i patrimoni sottratti alla mafia.

Era a capo della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo

Circa ottanta le ipotesi di reato contestate ai sedici imputati: si va dalla corruzione al falso, dall’abuso d’ufficio alla truffa aggravata. Come si ricorderà, le indagini, avviate nel 2015, sono riuscite a ricostruire un “sistema” basato su rapporti privilegiati con alcuni professionisti nominati amministratori giudiziari. Le assegnazioni di incarichi e consulenze sarebbero state ricambiate con regali, favori e denaro. Il marito della Saguto, Lorenzo Caramma, avrebbe ottenuto consulenze professionali.

Con la Saguto imputati anche padre, marito e figlio

Tra i presunti beneficiari anche il figlio Emanuele mentre il padre Vittorio sarebbe coinvolto in alcune operazioni finanziarie finite sotto inchiesta. Nella lista degli indagati anche gli amministratori giudiziari Aulo Gabriele Gigante, Roberto Nicola Santangelo e Walter Virga, l’ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte, il colonnello Rosolino Nasca della Dia (Direzione investigativa antimafia), i docenti universitari Carmelo Provenzano e Roberto Di Maria della Kore di Enna, la moglie di Provenzano, Maria Ingrao, e la collaboratrice Calogera Manta. Stralciata e trasmessa a Palermo la posizione di un altro docente, Luca Nivarra. Il tutto avrebbe ruotato intorno alla figura dell’avvocato Cappellano Seminara, vero perno del “sistema”, che ha optato per il rito immediato. Il 20 dicembre comincerà invece il giudizio abbreviato nel quale sono imputati i magistrati Tommaso Virga, Fabio Licata e il cancelliere del tribunale Elio Grimaldi.