Fermata la vergogna dei matrimoni con le bambine Rom: «In Italia è reato»

Alla fine c’è voluta una sentenza della magistratura per fermare la triste pratica dei matrimoni con le bambine minorenni, altamente diffusa in tutte le comunità Rom, comprese quelle italiane. «I minori di età non possono contrarre matrimonio – ha sostenuto la Cassazione  e sul matrimonio Rom la giurisprudenza ha sempre ritenuto la sua non validità nell’ordinamento italiano, quindi a maggior ragione con una minorenne di anni 16, anche se previsto nella cultura di origine dei due giovani, che – dice la Cassazione – ammette il matrimonio anche con minori di 14 anni, spesso avuncolato, zia/zio nipote».

Non è la prima volta che la Suprema Corte si pronuncia su questo tema: in passato aveva confermato l’espulsione di un immigrato irregolare, anche se sposato con “rito Rom” e convivente con una donna incinta. Nell’ultimo caso, invece, la Cassazione ha dunque confermato la condanna a un anno, con le attenuanti generiche, inflitta dalla Corte d’Appello di Sassari a un giovane, all’epoca ventiduenne, che aveva sposato la ragazza “con matrimonio Rom”. Ha stabilito che atti sessuali con minore (art.609 quater) sono un reato anche per chi convive “more uxorio” con una minore di 16 anni, anche se c’è il suo consenso. Il legale dell’accusato aveva opposto che non ci fosse alcuna situazione di soggezione, neanche morale, tra i due fidanzati, già coniugi, secondo la loro cultura. In pratica, la difesa aveva provato a sostenere che la norma punisce gli atti sessuali compiuti al di fuori di quello che era, come il loro, un vero e proprio matrimonio.