«Entra acqua a bordo»: l’ultima comunicazione del sottomarino

Rumori, voci, poi la segnalazione di un guasto alle batterie; la fuoriuscita di un gas, tutto superato dalla notizia di un «principio d’incendio», dall’ipotesi di un’esplosione e ora, per ultima, l’eventualità presa in esame dai media locali che ne riferiscono motivazioni e dettagli, di una massiccia infiltrazione d’acqua. Insomma, sull’Ara San Juan si è detto di tutto e ipotizzato il suo contrario, cercato in una direzione, seguendo la pista plausibile di un guasto tecnico, di un incidente meccanico, e poi si è invertito la rotta imboccando definitivamente la strada senza ritorno del mistero su cui non si arriverà mai alla soluzione. Una sola cosa è certa al momento: del sottomarino scomparso non c’è traccia e ormai da troppo.

Sottomarino scomparso, l’ultimo messaggio registrato

E mentre le speranze sono ormai finite e le ricerche proseguono, dalla stampa locale si apprende comunque che dall’Ara San Juan, il sottomarino scomparso il 15 novembre nell’Atlantico meridionale con 44 persone a bordo, era partita nel corso dell’ultimo contatto con la base la segnalazione di un «principio di incendio» in un settore dell’imbarcazione dove sono custodite le batterie che riforniscono di energia il natante. O meglio: «L’ingresso di acqua di mare attraverso il sistema di ventilazione al contenitore delle batterie numero tre ha provocato un corto circuito ed un principio di incendio. Batteria di prua fuori servizio. Al momento dell’immersione propulsione a circuito diviso», ha comunicato il sottomarino e ha riferito l’emittente America 24. La comunicazione è avvenuta alle 8.52 del 15 novembre: poi, da quel momento non si è saputo più nulla del destino del sommergibile e del suo equipaggio, formato da 43 uomini e una donna. Poi, dall’istante successivo quell’ultimo contatto il silenzio più assordante che continua ad alimentare il più fitto dei misteri degli abissi.