Ema, il governo impreca contro la malasorte ma è il solo responsabile

Dopo l’incoronazione di Amsterdam a nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco Ema, è il tempo di fare le valigie per i quasi 900 dipendenti dell’ente, e per le loro famiglie che includono anche 600 figli in età scolare. Dopo la Brexit sarà infatti l’ora dell’addio a Londra, per una nuova casa sulla riva dei canali della cvapitale olandese. Ma l’Ema porterà con sé molto di più. Non solo persone, ma anche business che si accenderà intorno al nuovo quartier generale dell’agenzia. Con la sconfitta al sorteggio del capoluogo lombardo, candidato a ospitarla, va in fumo un tesoro che era stato stimato in circa 1,7 miliardi di euro annui da un’analisi dei possibili impatti economici del trasferimento di Ema, condotta tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2017 da Alberto Dell’Acqua, docente della Sda Bocconi e direttore del master in Corporate finance, e colleghi. Intanto il governo se la prende contro la sfortuna e la malasorte, ma il centrodestra è di opinione ben diversa: ”Tavecchio, per l’esclusione dai mondiali dopo la sconfitta con la Svezia, si è dimesso. Ora chi si dimetterà per la sconfitta di Milano per la sede Ema? Bisognava vincere prima con un’adeguata azione politico-diplomatica. Non ridursi al sorteggio”, dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi). In realtà la sconfitta per Ema arrivata dopo il sorteggio è il “paradigma di un’Europa che non sa decidere”, come dice Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, in una conferenza stampa dopo l’assegnazione dell’agenzia del Farmaco Europeo ad Amsterdam ai danni di Milano. Gli fa eco Matteo Salvini: “Pazzesco che una scelta che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico venga presa in Europa tramite sorteggio con lancio di una monetina, ennesima dimostrazione della follia con cui è governata l’Unione Europea. Prioritario per il prossimo nostro governo sarà ridiscutere i 17 miliardi all’anno che gli italiani versano a Bruxelles”, ha detto il segretario della Lega Nord. Da parte sua Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, dice: “L’ Ema va ad Amsterdam e non a Milano? Europa vaff… Perché dopo aver dato così tanto all’Europa in questi anni e non aver ricevuto vederci dire no anche nell’unica occasione che chiediamo qualcosa è veramente troppo. Per cui cari amici europei andate tutti aff…”. Per Altero Matteoli, di Forza Italia. “la mancata assegnazione della sede dell’Ema a Milano è la riprova della debolezza del governo italiano in Europa. Nel contempo le modalità di scelta che prevedevano anche il sorteggio sono cervellotiche e dimostrano ancora una volta che l’Ue va radicalmente ripensata. È davvero incredibile che si possa scegliere la sede di un’agenzia attraverso il sorteggio”. Furiose le associazioni di categoria così come i Paesi dell’Est Europa, che denunciano il fatto che lì non vi sia la sede di nessuna agenzia europea.