Duterte al Canada: facile dare fiato alla bocca senza conoscere i fatti

Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha definito un “insulto personale e ufficiale” le osservazioni del primo ministro canadese Justin Trudeau sui diritti umani e gli omicidi extragiudiziali nelle Filippine. Alla fine di un vertice regionale a Manila, Duterte ha ribadito il suo avvertimento ai leader stranieri di “stare fuori” dalla questione, sottolineando che non “risponderà a tutte le altre stronzate, specialmente degli stranieri”. Sottolineando che è responsabile solo dei filippini che lo hanno eletto come presidente, Duterte ha detto che “quando sei straniero, non sai esattamente cosa sta succedendo in questo Paese”. “Questo è il motivo per cui mi ascolti lanciare epiteti e maledizioni e perché sono arrabbiato”, ha detto. Nel corso del vertice Asean, l’associazione dei paesi del Sud Est Asiatico, Trudeau ha espresso preoccupazione per gli omicidi extragiudiziali nelle Filippine in una conversazione “molto cordiale” avuta con Duterte. Il presidente filippino aveva avvertito i leader mondiali, tra cui il presidente americano Donald Trump, di non criticare la posizione della sua amministrazione nella guerra alla droghe. Ma se Trump non ha preso posizione e non ha voluto rispondere alle domande dei cronisti sui diritti umani, Trudeau ha affrontato la questione durante un incontro privato con Duterte. “Ho definito i diritti umani, lo stato di diritto e in particolare le uccisioni extragiudiziali come un problema che riguarda il Canada”, ha detto il premier canadese in una conferenza stampa prima di lasciare Manila, aggiungendo che Duterte “è stato ricettivo ai miei commenti ed è stato uno scambio molto cordiale e positivo”. Al contrario, Trump sembra aver sorvolato sulla questione nel suo incontro con Duterte lunedì, al termine del quale i due leader hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sottolinea “che i diritti umani e la dignità della vita umana sono essenziali”.