Dalla cellula Isis ad Al Qaeda: ecco i gruppi del terrore attivi nel Sinai

Il giorno dopo la strage alla moschea sufi nel nord dell’Egitto, mentre ancora si contano i morti e si cerca di reagire a dolore e sgomento, si fanno anche i conti con i gruppi del terrore – tanti e tutti spietati – attivi nella zona del Sinai. Dalla cellula dell’Isis a quelle vicine alle rete di Al Qaeda, sono diversi i gruppi terroristici attivi nella Penisola egiziana dove ieri si è consumata una vera e propria strage, con 305 morti e centinaia di feriti, straziati e uccisi durante il venerdì di preghiera. E allora vediamo rissunti in una scheda quanti sono e come e dove agiscono i gruppi del terrore nel Sinai.

  1. La provincia del Sinai. Un tempo nota come Ansar Beit al-Maqdis, la cellula dell’Is in Egitto, ora ribattezzata la Provincia del Sinai, ha rivendicato diversi attentati, principalmente contro le Forze armate egiziane. Nell’ottobre del 2015 ha anche rivendicato l’abbattimento di un caccia russo. La prima apparizione del gruppo risale al settembre del 2011, ma è nel novembre del 2014 che giura fedeltà all’Is e cambia nome. Il gruppo solitamente attacca le forze della sicurezza egiziana nel nord del Sinai, ma ha anche rivendicato un attentato contro un sito turistico nel sud del Sinai ad aprile. Nei primi mesi dell’anno, la Provincia del Sinai ha anche attaccato la minoranza dei cristiani in Egitto, rivendicando gli attentati contro due chiese di Tanta e Alessandria nella Domenica delle Palme, il 9 aprile. Oltre ai cristiani, ha anche preso di mira i musulmani sufi, considerati eretici. La cellula egiziana dell’Is ha decapitato alcuni uomini di fede sufi accusandoli di «stregoneria».
  2. Jund al-Islam. La propaganda e la retorica di questo gruppo suggerisce un allineamento con la rete di Al Qaeda. La sua rivalità con l’Is è emersa a novembre, quando Jund al-Islam ha diffuso una minaccia rivolta ai jihadisti. In un audio messaggio rilasciato l’11 novembre, Jund al-Islam ha rivendicato un attacco condotto a ottobre contro i miliziani dell’Is nel Sinai e ha annunciato l’intenzione di combattere il gruppo rivale «per i crimini commessi contro i musulmani» nella Peninsula del Sinai. In tutti i suoi comunicati Jund al-Islam sottolinea di non voler colpire «musulmani innocenti». Jund al-Islam si presenta quindi come una sfida all’Is nel Sinai. Il gruppo è emerso nel settembre del 2013, quando ha rivendicato un duplice attacco kamikaze contro il quartier generale dell’esercito egiziano nella città di Rafah, nel nord del Sinai, al confine con la Striscia di Gaza. Nel 2015 ha rilanciato la sua propaganda, rivendicando il lancio di razzi contro Israele e diffondendo video in cui esprime la vicinanza di ideologie con Al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap), cellula attiva nello Yemen.
  3. Al-Mourabitoun. Nata nel 2015, la fazione egiziana non va confusa con l’ex gruppo jihadista omonimo attivo nel deserto del Sahara. Dalla sua formazione non ha condotto attentati di rilievo, limitandosi soprattutto a minacce e comunicati. La sua propaganda la vede vicina alla rete fondata da Osama bin Laden, anche se resta poco chiaro dove esattamente operi in Egitto. Il suo leader, Abu-Umar al-Muhajir, alias Hisham Ashmawi, è un ex ufficiale dell’esercito siriano e un esponente di spicco di Ansar Beit al-Maqdis, che ha abbandonato dopo che il gruppo ha giurato fedeltà all’Is.
  4. Ansar Al-Islam. Questo gruppo, emerso a novembre con la rivendicazione di un attacco costato la vita a più di 50 uomini della sicurezza nel deserto occidentale egiziano, non va confuso con l’Ansar al-Islam attivo in Iraq. È «l’inizio del nostro jihad», aveva detto il gruppo rivendicando l’attacco. L’obiettivo dichiarato del gruppo è quello di combattere fino a quando non verrà imposta la Sharia, la legge islamica, denotando un orientamento jihadista.
  5. Ajnad Misr. Letteralmente si traduce “Soldati dell’Egitto”. Questo gruppo è apparso nel gennaio del 2014 e nell’estate successiva ha condotto attacchi nella capitale egiziana, al Cairo. Ha possibili legami con Al Qaeda, considerando che nell’aprile del 2015 le cellule yemenita e africana hanno espresso elogi in ricordo del suo leader dopo la sua morte. Ha condotto attacchi coordinati con Ansar Beit al-Maqdis prima che questo gruppo aderisse all’Is. Ajnad Misr ha ripetutamente affermato la volontà di evitare vittime civili nei suoi attacchi. Molti dei suoi membri si trovano ora nelle carceri egiziane. Lo scorso ottobre le autorità egiziane hanno chiesto condanne a morte per 13 esponenti del gruppo. La sentenza è attesa per dicembre. Gli imputati sono accusati di aver ucciso soldati, poliziotti e civili.
  6. Hasm. Il movimento è comparso nell’estate del 2016, concentrandosi su attacchi mirati a funzionari del governo e agli uomini della sicurezza al Cairo e altrove in Egitto. Secondo le autorità egiziane, il movimento Hasm è legato ai Fratelli Musulmani, che l’Egitto ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche nel dicembre del 2013. La retorica del gruppo è più islamista e “pro rivoluzione” che jihadista. Il primo ottobre Hasm ha fatto esplodere un ordigno all’ambasciata di Myanmar al Cairo per manifestare solidarietà ai musulmani Rohingya.