Corona, nuova indagine per riciclaggio sulla vendita della casa milanese

Arriva una nuova tegola su Fabrizio Corona. La Procura di Lodi ha, infatti, chiuso un’indagine per riciclaggio in un filone legato alla vendita della casa milanese dell’ex-fotografo dei vip.
La circostanza è emersa durante l’udienza di fronte ai giudici milanesi della Sezione misure di prevenzione del Tribunale lombardo chiamati a decidere sui beni di Fabrizio Corona, in particolare sul sequestro della sua abitazione milanese, sul sequestro dei soldi trovati nel controsoffitto dell’abitazione della sua assistente e sul sequestro del denaro – quasi 900mila euro – presente in due cassette di sicurezze in Austria.
Il pm della Procura di Milano, Alessandra Dolci, ha spiegato, infatti, ai giudici di aver depositato agli atti, nei giorni scorsi, l’avviso di conclusione indagini dei pm di Locri notificato a due ex-collaboratori del fotografo, Tommaso Delfino e Marco Bonato, che sono, appunto, indagati per riciclaggio proprio in relazione a una parte del denaro usato per acquistare, quasi dieci anni fa, l’abitazione milanese di Corona, sequestrata un anno fa.
Quel denaro, secondo i magistrati, sarebbe stato distratto dalla società dello stesso Corona.
Tra i testimoni che hanno sfilato in aula c’è chi ha spiegato la scelta di intestare la casa di via De Cristoforis, zona corso Como,  del valore commerciale di 2,5 milioni dei euro – all’amico e collaboratore Marco Bonato perché il fotografo era appena finito dietro le sbarre.
Altri ex-collaboratori di Corona, testimoni della difesa, hanno spiegano i meccanismi di fatturazioni della società Fenice, l’ultima nata tra le società dell’ex-fotografo dei vip.
«Io penso che sia scandaloso, è una cosa che non sta né in cielo, né in terra», ha reagito Corona liquidando così, in aula, le accuse nei suoi confronti e ripetendo che i soldi sequestrati sono frutto del suo lavoro. L’udienza riprenderà giovedì con gli ultimi testimoni, la discussione finale è in agenda invece per il prossimo 4 dicembre.