Coro gay in chiesa, è bufera. Il prete: «Non è colpa mia, non sapevo nulla»

Un coro conosciuto per essere molto vicino alla comunità Lgbt che si esibisce in una chiesa nell’ambito di un festival promosso da una scuola. Decisamente troppo. Monta infatti la rabbia a Corsico, comune alle porte di Milano dove  si è esibito nei locali della chiesa di Sant’Antonio The Good News Female Gospel Choir, per uno show organizzato dall’istituto comprensivo Copernico con la collaborazione del Comitato genitori e di altre realtà locali. Il connubio chiesa-coro-gay e lesbiche sta generando giuste polemiche, come spiega Antonio Saccinto, membro del coordinamento provinciale di Milano del Movimento Nazionale per la Sovranità, che con una nota ha stigmatizzato il modo subdolo con cui sia stato “venduto” come coro gospel un coro noto per ben altro. “In realtà sono famosissime, ma per altro. Infatti basta andare su internet e digitare il nome “The Good News Female Gospel Choir” per scoprire che fanno parte di un mondo quello del Lgbqt (LesbianGayBisexualQueerTransgender). Quindi con il mezzo del canto e del coro – prosegue Saccinto –  temo invece che si applichi la teoria Gender. Se fosse vero, sarebbe scandaloso”.

Coro gay invitato da un preside “illuminato”

Ve l’immaginate la faccia di Padre Ciro, deciso di godersi lo spettacolo, un concerto gospel formato interamente da donne. Voci potenti, allegre. Poi, quando è venuta fuori la polemica sulla presenza di lesbiche e bisessuali nel coro, padre Ciro ha scansato il fatto per non buttare benzina sul fuoco delle contestazioni, leggiamo sul Giorno. «Non c’entro niente, la chiesa non c’entra nulla, lasciate fuori la chiesa, sentite il preside, non noi», ha risposto alla domanda. Interpellato, il preside buonista e aperturista ha invece avallato questa scelta che ha dello scandaloso. Ecco cosa ha detto il preside Alberto Ardizzone dell’Istituto Copernico, intervistato dal quotidiano milanese.  «Si tratta di un evento inserito all’interno della Settimana della gentilezza in cui proponiamo, insieme al comitato dei genitori – anche loro vogliono rimanere lontani dalla polemica, ndr –, tante iniziative, laboratori e incontri per promuovere uno stile di vita rivolto all’educazione, al civismo, al rispetto». Che qualcuno voglia convincerci che chiamare un coro gay in chiesa sia “civismo” è grottesco. I cittadini di Corsico dovrebbero arrabbiarsi di fronte alle alzate d’ingegno di certi pseudoeducatori a cui affidiamo l’educazione dei ragazzi.