Colpo di scena nello Zimbabwe: il dittatore rosso Mugabe non si dimette

Colpo di scena nello Zimbabwe, dove il dittatore Robert Mugabe si rivolge alla nazione in un discorso in tv durato una ventina di minuti ma non annuncia le dimissioni, come ci si attendeva. Circondato dai generali, il 93nne Mugabe – cui il partito Zanu-PF ha dato tempo fino a stasmattina per lasciare la presidenza – ha ammesso che le questioni di questi giorni sono state sollevate “in uno spirito di onestà e con preoccupazione profonda e patriottica per la stabilità della nostra nazione ed il benessere del nostro popolo”. Durante il discorso alla nazione, che Mugabe legge con fatica, il presidente dello Zimbabwe – agli arresti da cinque giorni – auspica per il Paese “un ritorno alla normalità” e dice che “non possiamo essere guidati dal rancore”. E annuncia che “presiederà il Congresso del partito” Zanu-PF, da cui peraltro è stato estromesso, che si terrà a dicembre. “Vi ringrazio e buona notte”, conclude Mugabe, le cui parole sono seguite da un poco convinto applauso dei generali che gli stavano attorno. Secondo Mugabe, l’intervento militare di mercoledì scorso “non equivale ad una minaccia per il nostro apprezzato ordine costituzionale, né è stata una sfida alla mia autorità come capo dello Stato e di governo e neanche come comandante in capo delle Forze di difesa dello Zimbabwe”. Il presidente ha poi ammesso che “fallimenti del passato” potrebbero aver provocato rabbia “in alcuni quartieri”, rabbia “abbastanza comprensibile”. Mugabe deve rispondere all’ultimatum imposto dal suo stesso partito, dopo il discorso a sorpresa, con il quale si è rifiutato di lasciare il potere. Lo Zanu-PF, che ha privato Mugabe della leadership del partito, ha annunciato che l’anziano presidente ha tempo fino alle 12 (le 11 in Italia) per fare un passo indietro, oppure dovrà affrontare la procedura di impeachment, già a partire dalla seduta parlamentare di domani. Lo riporta la Bbc.