Collegi elettorali, Gasparri a Renzi: «Decide la politica, non dove sta Rignano»

La battuta scappata a Matteo Renzi sulla collocazione di Rignano sull’Arno, suo paese natale in provincia di Firenze, nei nuovi collegi elettorali («I tecnici dell’Istat lo hanno accorpato a Livorno. Evviva!») ha riacceso l’attenzione del mondo politico su quello che è sembra sin dall’inizio un mero adempimento formale. La sortita di Renzi, invece, soprattutto perché accompagnata dall’annuncio a voler apportare modifiche allo schema delle ripartizioni territoriali già approvato dal Consiglio dei ministri presta il fianco ad interpretazioni maliziose. Ma fondate, dal momento che una rimappatura dei collegi da parte del Parlamento significa entrare in un vortice da cui è difficile uscire in tempi brevi. Ma forse è proprio questo che Renzi vuole per poter nel frattempo rompere l’isolamento in cui ha portato il Pd.

Renzi si è lamentato per la mappatura dei nuovi collegi

Un gioco fin troppo scoperto, che lascia del tutto indifferente il  centrodestra che infatti ha immediatamente derubricato il tutto a questione minore. «Ho letto che qualcuno si è lamentato», ha dichiarato il forzista Maurizio Gasparri. «Tuttavia – ha aggiunto il vicepresidente del Senato – penso che non siano questioni decisive. È più importante stare a vedere se Mpd si spacca, cosa fa o non fa Pisapia che andare a vedere in quale collegio hanno messo il comune di Otricoli. Io mi occupo più politica che di topografica». E la politica indica ben altre priorità. Dice ancora Gasparri: «Io penso che se la sinistra si spacca, se il Pd impone l’approvazione dello ius soli si scaveranno la fossa da soli e, a quel punto, possono anche mettere Rignano con Firenze o Rignano con Los Angeles ma, di fronte alla politica suicida, non c’è trippa per gatti».

Quagliariello d’accordo con Gasparri

Come Gasparri anche Gaetano Quagliariello rivela che non ha ancora fatto «uno studio organico» dei nuovi collegi elettorali. «Ma l’impressione – aggiunge il parlamentare – è che la commissione abbia lavorato bene, soprattutto perché non ha avuto soltanto come riferimento la contiguità territoriale e la compattezza politica ma molto di più le relazioni di ordine sociale e economico». Quanto a «polemiche e mugugni», Quagliariello taglia corto: «Erano prevedibili, se non ci fossero vorrebbe saremmo in paradiso e invece siamo su questa terra».