Cesena antifascista mette alla gogna l’uomo che ha fittato la sede a CasaPound

Emanuele Fiano, a Cesena, trova i perfetti interpreti dell’odio e della violenza di cui trasudano le sue dichiarazioni e le sue proposte legislative. Per di più, ripiombando l’Italia nel rigidissimo clima degli anni di piombo, in quella stagione politica e sociale che tutti speravano che il Paese si fosse definitivamente lasciata alle spalle. La “novità” – che poi tale non è, dal momento che riprende una pratica di Lotta continua degli anni ’70 – è costituita da un volantino, diffuso e affisso un po’ per ogni dove nel capoluogo romagnolo, con cui un uomo viene additato – con tanto di nome, cognome, utenze telefoniche, indirizzo e mail – per aver preso in considerazione la proposta di affittare un proprio locale a casaPound per insediarvi la sede. «Chi affitta locali ai fascisti è complice del Fascismo», si legge nell’infame foglio, firmato anonimamente – con quel tocco di vigliaccheria e viltà che sempre caratterizza questo modo d’agire –  «Antifasciste e Antifascisti». Il senso dell’iniziativa è dichiarato: «Una cosa deve essere chiara: chi affitta i propri locali ad associazioni, partiti o gruppi che si richiamano al fascismo ne è complice, e non può pensare di ignorare o nascondere le proprie responsabilità». Ovviamente, il tutto termina con l’inquietante appello ai “compagni”: «Facciamogli sapere come la pensiamo!!!». Il come bisognerebbe o si potrebbe farglielo sapere, a questa persona che civilmente prende in considerazione una proposta di locazione legittima da parte di un’associazione altrettanto legittima, quei tre punti esclamativi lo lasciano intendere chiaramente, sopra a tutto in considerazione del fatto che seguono, nel testo, il nome e l’indirizzo della persona in oggetto. Inutile dire come questa intimidazione in perfetto stile mafioso – subito denunciata da molte fonti indipendenti della rete web – sia stata, come al solito, insabbiata dagli organi di stampa cartacei e televisioni più importanti e diffusi.